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Obama: Libia un “casino” per colpa di Cameron e Sarkozy

Barack Obama, in un’intervista, ha definito un “casino” la situazione in Libia a causa degli alleati europei, citando in particolare il primo ministro britannico David Cameron e l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy. Lo racconta oggi l’Independent, precisando che si tratta di un attacco senza precedenti da parte di un presidente Usa in carica a un capo di governo di Sua Maestà. “Quando torno indietro e mi chiedo cosa sia accaduto di sbagliato…c’è margine di critica, perché abbiamo avuto più fiducia negli europei, data la vicinanza alla Libia, nell’investirli della gestione” post-conflitto, ha detto Obama in un’intervista a The Atlantic. In particolare, se l’è presa con Sarkozy e Cameron, che spinsero per il rovesciamento di Muammar Gheddafi con forza. E di Cameron ha detto che, dopo il crollo del rais libico, “fu distratto da molte altre cose”. Obama non rimprovera nulla all’intervento militare Usa: “Abbiamo eseguito questo piano così come atteso: abbiamo avuto un mandato Onu, abbiamo costruito una coalizione, ci è costata un milairdo di dollari, che quando si parla di operazioni militari, non è molto. Abbiamo evitato molte vittime civili, abbiamo impedito quella che sarebbe stata quasi sicuramente una guerra civile prolungata e sanguinosa. E, nonostante tutto, in Libia è il caos”.

Ma, riferendosi alla situazione off the record, Obama ha parlato di un “casino”. Secondo l’Indy, i commenti di Obama rischiano di mettere gravemente in imbarazzo Cameron, che spesso ha dovuto difendere il coinvolgimento britannico in Libia. La portavoce del premier britannico ha ribadito che Cameron è convinto di aver fatto la cosa giusta: “Noi condividiamo la valutazione del presidente che ci sono vere sfide in Libia. Questo è il motivo per il quale continuiamo a lavorare duro con i partner internazionali perr sostenere un processo che produca un governo il quale porti stabilità e questo è il motivo per il quale parliamo di come sostenere quel governo in futuro”. Ma queste precisazioni non affievoliscono le critiche del presidente. Obama ha sostenuto che il primo ministro britannico ha rischiato di danneggiare la “relazione speciale” tra Usa e Gran Bretagna, ritardando l’aumento nelle spese per la difesa per centrare l’obiettivo del 2 per cento del Pil previsto in sede Nato.

 

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