Politica

Oggi incontro Pisapia-Speranza, ma il clima resta teso

Oggi proveranno a siglare almeno un armistizio, nessuno vuole rompere davvero ora nonostante le polemiche sull’abbraccio con Maria Elena Boschi, ma il clima dentro “Insieme” rimane difficile. Giuliano Pisapia e Roberto Speranza si incontreranno di nuovo, neanche una settimana dopo l’ultimo faccia a faccia, e proveranno a ripartire cercando un comune denominatore con il manifesto programmatico e, magari, il varo del coordinamento del nuovo soggetto politico. Molti passaggi dell’intervista dell’ex sindaco di Milano a Repubblica non sono piaciuti tra gli ex Pd di Mdp, ma “non vogliamo certo far saltare tutto per un abbraccio con la Boschi”, racconta un esponente di Articolo 1. Per questo, pubblicamente, tutti ieri hanno scelto un profilo basso, da Pier Luigi Bersani a Roberto Speranza, fino ad Arturo Scotto. “La nostra gente che ci guarda è tanta – ha spiegato Bersani – e ha solo bisogno di percepire con chiarezza e senza ambiguità il nostro messaggio politico”. Bersani non lo dice, ma dentro Mdp sono in molti ad attribuire poca chiarezza e un’eccessiva ambiguità a Pisapia.

I toni sono bassi, ma sui contenuti non c’è nessun passo indietro di Mdp. “Col Pd – ha poi aggiunto l’ex segretario democratico – saremmo pronti a discutere a condizione di una totale discontinuità sulle politiche viste fin qui. Poi uno abbraccia chi vuole. Ma deve essere chiaro questo”. Un modo per ribadire, con toni soft, che non c’è spazio per interloquire con il Pd di Matteo Renzi, se ne potrà parlare semmai dopo le elezioni, se l’attuale segretario dovesse lasciare per un risultato deludente. Scotto, poi, aggiunge un altro paletto: “Ci vuole un processo democratico e popolare che accompagni la nascita di un nuovo soggetto che non deve avere barriere a sinistra”. Ovvero, nessun veto verso Sinistra italiana, che invece Pisapia guarda con diffidenza. Inoltre, aggiunge Speranza, il nuovo soggetto politico deve nascere da “un confronto democratico e partecipato”. Qualcun altro di Mdp spiega esattamente cosa vuole dire: immaginare una sorta di “assemblea costituente”, eletta con vere e proprie “primarie”, ma “non per il leader”. Di fatto, una sorta di congresso fondativo, nel quale ovviamente peserebbe l’ossatura di Mdp, che vanta già 25mila tessere.

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