Ok Senato esclusione benefici a condannati voto scambio mafioso

L’aula del Senato ha approvato oggi il disegno di legge, presentato da Francesco Nitto Palma (Fi), presidente della commissione Giustizia, che prevede l’esclusione dai benefici di legge e da sconti di pena per i condannati per scambio elettorale politico-mafioso ex articolo 416-ter del codice penale. I voti favorevoli sono stati 234, gli astenuti 6. Nessun voto contrario. Secondo il relatore Giuseppe Lumia (Pd), con il via libera al ddl, approvato in prima lettura e dunque destinato ora all’esame della Camera, “si rafforza il sistema del ‘doppio binario’ per i reati di mafia, una grande intuizione di Falcone, secondo la quale per i reati comuni si prevedono tutta una serie di profili; per i reati gravi, con in testa i reati di mafia, si profilano altri interventi, compresa un’organizzazione dell’ordinamento giudiziario in sede distrettuale”. Nonostante il voto quasi unanime dell’assemblea, non sono mancate le prese di posizione polemiche sul testo del provvedimento.

In particolare, nel corso della sua dichiarazione di voto finale a nome del gruppo del Movimento 5 stelle, il senatore Mario Giarrusso ha sottolineato che a suo giudizio “questo unanimismo su questa norma nasconde una realta’ che noi andiamo dicendo da mesi: questa norma e’ completamente inefficace ed inutile perché mesi addietro l’articolo 416-ter e’ stato reso inefficace ed inutile. Lo ha detto, cari colleghi, la Cassazione il 30 agosto di quest’anno: condotte prima penalmente rilevanti sono diventate giuridicamente non punibili con la modifica dell’articolo 416-ter. Per questo c’era quel grande unanimismo: e’ facile togliere i benefici per i condannati per l’articolo 416-ter, visto che non ce ne saranno”. Anche il senatore del Pd Luigi Manconi, nell’annunciare la sua astensione in dissenso dal suo gruppo, ha parlato di una norma “meramente declamatoria, destinata ad assolvere una funzione solo ed esclusivamente di natura retorica e a trasmettere un messaggio ideologico, simbolico e, alla resa dei conti, vuoto”. Di parere opposto Nitto Palma, promotore dell’iniziativa legislativa, secondo il quale l’andamento delle votazioni ha dimostrato come sia “possibile trovare un’unita’ d’intenti nel contrasto alla criminalita’ organizzata quando le norme sono serie e non sono norme bandiera”.

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