Oltre 400 mila euro sui conti esteri dell’ex di Ruby

Oltre 400 mila euro sui conti esteri dell’ex di Ruby
18 febbraio 2020

Oltre 400 mila euro bonificati tra il 2013 e il 2014 sui conti esteri riconducibili all’ex fidanzato di Ruby, Luca Risso, che poi chiese di trasferire parte di quella somma (circa 300 mila euro) in una banca di Playa del Carmen, nota località di villeggiatura in Messico dove lo stesso Risso aprì un ristorante italiano. Lo ha raccontato un’ispettrice di polizia ascoltata come testimone nell’aula del processo Ruby ter che vede imputati Silvio Berlusconi e altre 28 persone (soprattutto le cosiddette “olgettine” ma anche altri ospiti delle serate di Villa San Martino) che secondo i pm di Milano sarebbero state corrotte dall’ex premier per rendere testimonianze false o reticenti nel ciclo di processi sul sex gate di Arcore.

La testimone, che condusse le indagini sui redditi dell’ex compagno di Ruby anche grazie a una serie di rogatorie internazionali effettuate in Svizzera, Germania e Messico, ha parlato di un “conto di corrispondenza” aperto in una banca di Francoforte e formalmente a un istituto di credito messicano. E’ qui che tra fine 2013 e inizio 2014 vennero effettuati due bonifici (il primo da 25 mila euro e il secondo da 20 mila euro) disposti da un conto Carige riconducibile ai genitori di Risso, sempre con “Luca Risso” come causale del versamento. Sullo stesso conto corrente vennero poi bonificati nel 2014 altri due versamenti (dal 300 e da 60 mila euro) partiti da un conto corrente aperto da Risso nel 2011 alla Pkb di Lugano. Soldi che Risso, come emerge dagli atti di indagine, voleva trasferire alla filiale di Playa del Carmen per avviare la sua attività imprenditoriale.

Il sospetto del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e del pm Luca Gaglio è che quel denaro facesse parte della presunta maxi corruzione effettuata da Berlusconi a favore degli ospiti delle serate del bunga bunga Arcore per comprare il loro silenzio in vista dei processi sul sex gate di Villa San Martino. Proprio in quel periodo, come emerso dalla testimonianza di oggi, Risso cercò più volte di aver un colloquio con Berlusconi: telefonò diverse volte ad Arcore e si recò anche di persona a Villa San Martino, senza mai riuscire ad incontrare l’ex premier. Nel suo pc, sequestrato nell’abitazione dei suoi genitori nel 2015, è stata trovata una mail indirizzata a Berlusconi: “Caro presidente, le scrivo perché non sono riuscito a parlare con lei”.

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Tra gli atti di indagine è finito anche un messaggio, mandato via sms da uno dei cellulari sequestrati, in cui Risso di lamentava dell’atteggiamento eccessivamente spendaccione di Ruby: “Ruby sperpera tutti i suoi soldi, non li usa per sua figlia”. E’ infine emerso che il 10 dicembre 2012, giorno della sua testimonianza nell’aula del processo che vedeva Berlusconi imputato per concussione e prostituzione minorile, la giovane marocchina era in Messico.

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