Omicidio Giulio Regeni, processo a 4 agenti egiziani. Fissata udienza per febbraio

Omicidio Giulio Regeni, processo a 4 agenti egiziani. Fissata udienza per febbraio
Il ricercatore italiano, Giulio Regeni
4 dicembre 2023

Il Gup di Roma ha deciso di rinviare a giudizio i quattro agenti egiziani coinvolti nel sequestro e nell’omicidio di Giulio Regeni, avvenuto al Cairo tra gennaio e febbraio 2016. Il giudice Roberto Ranazzi ha fissato l’udienza presso la Corte d’Assise della Capitale per il prossimo 20 febbraio. 

Le accuse mosse contro gli imputati includono il concorso in lesioni personali aggravate, omicidio aggravato e sequestro di persona aggravato, a seconda delle posizioni dei singoli agenti. La decisione del Gup, il giudice Roberto Ranazzi, rappresenta un passo importante nel perseguire la giustizia per la morte di Regeni, il cui corpo fu ritrovato brutalmente torturato in una periferia del Cairo.

La madre di Giulio Regeni, Paola Deffendi, ha reagito con sollievo alla notizia del rinvio a giudizio, dichiarando: “Ringraziamo tutti, oggi è una bella giornata”. Nel frattempo, la presidenza del Consiglio dei ministri è stata ammessa come parte civile nel procedimento, prendendo posizione contro i quattro agenti egiziani. Il Procuratore aggiunto Sergio Colaiocco ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio, sottolineando che “l’assenza degli imputati non ridurrà il processo ad un simulacro”.

Colaiocco ha affermato che la possibilità di ricostruire pubblicamente i fatti e le responsabilità è un obbligo costituzionale e sovranazionale, e la Procura di Roma si è impegnata fin dall’inizio delle indagini per adempiere a questo obbligo. Il caso Regeni ha generato tensioni diplomatiche tra l’Italia ed l’Egitto, con l’accusa da parte delle autorità italiane di un coinvolgimento diretto dei servizi segreti egiziani nell’uccisione del giovane ricercatore. La decisione del Gup di rinviare a giudizio i quattro agenti segreti segna un capitolo significativo nella ricerca della verità e della giustizia nel caso Regeni.

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