Maria Messenio e Pasquale Carlomagno
Non hanno retto al peso della vergogna e del dolore. Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, genitori di Claudio accusato del brutale omicidio della moglie Federica Torzullo, sono stati trovati senza vita nella loro abitazione di Anguillara Sabazia. I corpi, impiccati, sono stati scoperti dai carabinieri. Un biglietto d’addio indirizzato all’altro figlio spiegherebbe le ragioni dell’estremo gesto. La procura di Civitavecchia ha disposto le autopsie.
“Sono sconvolto, non ho davvero parole per definire questo momento”. Andrea Miroli, avvocato difensore di Claudio Carlomagno, apprende la notizia e fatica a trattenere lo sgomento. L’uomo, ancora fuori dall’abitazione dove si è consumata l’ennesima tragedia, si limita a un commento strozzato: “Non so cosa aggiungere in questo momento”. I carabinieri intervenuti sul posto non nutrono dubbi: si tratta di suicidio. Nel corso del sopralluogo hanno rinvenuto il biglietto che i due coniugi avrebbero lasciato per il figlio rimasto, una confessione delle motivazioni che li hanno spinti a togliersi la vita.
Angelo Pizzigallo, sindaco di Anguillara Sabazia, affida a Facebook il suo strazio. “Non ci sono parole ma solo silenzio. Sono ore di ulteriore dolore profondo per Anguillara Sabazia e per me personalmente”. Maria Messenio aveva servito la città come assessore, lasciando il ricordo di una donna dedita al bene comune.
“La notizia della morte di Maria e Pasquale mi colpisce come sindaco e ci colpisce come Amministrazione e Comunità, ma prima ancora come persone che hanno condiviso un percorso umano e istituzionale con Maria, che ha servito questa Città con impegno e dedizione”, scrive Pizzigallo. Poi aggiunge: “Davanti a tragedie così grandi, le parole faticano a trovare spazio. Resta solo il dovere del rispetto, del silenzio e della vicinanza umana verso chi soffre e verso un’intera comunità ulteriormente sconvolta”.
Due settimane di depistaggio, poi il crollo. Claudio Carlomagno ha confessato l’omicidio di Federica Torzullo, 41 anni, dipendente delle Poste di Fiumicino e madre di un bambino di dieci anni. La donna è scomparsa l’8 gennaio 2026. All’inizio sembrava un allontanamento volontario, l’ennesima storia di una donna che decide di sparire. Invece era femminicidio. Il castello di menzogne dell’uomo ha iniziato a sgretolarsi sotto il peso delle prove tecniche raccolte dai carabinieri e dalla procura di Civitavecchia.
Le telecamere di sorveglianza dell’abitazione avevano registrato Federica mentre rientrava la sera dell’8 gennaio. Ma nessun fotogramma ne testimoniava l’uscita.
Il corpo è stato ritrovato domenica 18 gennaio, sepolto sotto uno strato di terra nel deposito della ditta di movimento terra di proprietà dello stesso Carlomagno. Era stato proprio lui a denunciare la scomparsa della moglie la mattina del 9 gennaio, recitando la parte del marito preoccupato. Ma gli investigatori non si sono lasciati ingannare.
L’autopsia restituisce l’immagine di un’aggressione feroce e spietata. Federica è stata uccisa con ventitré coltellate, diciannove delle quali concentrate sul collo. L’omicidio è avvenuto nel bagno della villetta di famiglia. Dopo averla massacrata, Carlomagno ha tentato di cancellare ogni traccia con metodo glaciale.
Ha cercato di dare fuoco al cadavere, ha distrutto il cellulare della moglie. Non solo: ha risposto a un messaggio della suocera fingendo di essere Federica, per far credere che fosse ancora viva. Infine ha utilizzato una scavatrice della sua azienda per mutilare e seppellire il corpo, convinto che la terra avrebbe nascosto per sempre il suo crimine.
Davanti agli inquirenti, Carlomagno ha infine ceduto. Il movente affonda le radici in una separazione che non aveva mai accettato e nel terrore ossessivo di perdere l’affidamento del bambino. Una gelosia malata, un possesso che si è trasformato in violenza omicida. Anguillara Sabazia ora piange tre morti. E un bambino di dieci anni che ha perso la madre per mano del padre, e i nonni paterni schiacciati dal dolore e dalla vergogna.