Onu: 16mila in fuga da Aleppo Est, situazione “spaventosa”. I ribelli alle corde

Onu: 16mila in fuga da Aleppo Est, situazione “spaventosa”. I ribelli alle corde
29 novembre 2016

Quasi sedicimila persone in fuga da Aleppo Est, dove la situazione e’ “allarmante e spaventosa”. E’ la denuncia delle Nazioni Unite, secondo cui “nel corso degli ultimi giorni almeno 16 mila civili sono fuggiti” dai quartieri orientali di Aleppo per tentare di raggiungere altre parti della citta’. “Sono estremamente preoccupato per la sorte dei civili a causa della situazione allarmante e spaventosa nella citta’ di Aleppo”, ha detto il numero uno delle operazioni umanitarie delle Nazioni Unite in Siria, Stephen O’Brien. Nelle ultime ore i ribelli siriani hanno perso tutti i quartieri settentrionali della loro roccaforte di Aleppo est, mentre l’esercito di Damasco ha fatto progressi significativi nell’operazione di riconquista dell’intera città. L’avanzata di Damasco ha spinto alla fuga migliaia di civili, alcuni dei quali si sono diretti verso i quartieri in mano alle forze regolari e alle milizie curde, mentre altri si sono diretti verso il sud ancora in mano ai ribelli. Le sconfitte subite sul campo indicano che è solo questione di tempo prima che i ribelli perdano la parte orientale di Aleppo, nelle loro mani dal 2012.

La perdita della loro roccaforte rappresenterebbe un colpo devastante per i ribelli siriani, che hanno continuato a perdere terreno da quando a settembre 2015 la Russia ha schierato i suoi bombardieri a sostegno delle forze del regime del presidente Bashar al-Assad. In queste ore l’esercito ha preso i quartieri di Sakhur, Haydariya e Sheikh Khodr, mentre i combattenti curdi hanno preso ai ribelli il quartiere di Sheikh Fares, ha riferito l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Le forze curde in Siria non sono alleate né con il governo ne con i ribelli, ma l’opposizione ritiene che nei fatti collaborino con Damasco per la rinconquista di Aleppo. La tv siriana mostra immagini di famiglie che sbarcano dagli autobus verdi usati per trasportare i civili e i ribelli che si arrendono dai territori ripresi dal governo. I civili si muovo anche verso sud, dove si trovano i quartieri ancora controllati dall’opposizione, con poco oltre i vestiti che indossano, riferisce un corrispondente dell’Afp. Decine di famiglie sono arrivate nel sud della città e sono state alloggiate in alcuni edifici, tra le decine lasciati vuoti da un precedente esodo degli abitanti. La gente offre coperte e indumenti ai nuovi arrivati, giunti a piedi, esausti, intirizziti e affamati.

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L’est di Aleppo è sotto l’assedio delle forze del governo da oltre quattro mesi, senza aiuti internazionali e con scorte di cibo ormai quasi terminate. L’Onu ha chiesto numerose volte accesso all’area, ma ogni non volta non è riuscita ad avere le garanzie di sicurezza per poter consegnare gli aiuti. L’avanzata del governo significa che ora il governo controlla almeno un terzo di Aleppo est, a due settimana dalla ripresa dell’offensiva. L’assalto è stato alimentato da bombardamenti aerei pesanti, da lanci di barili bomba e dal fuoco dell’artiglieria, che hanno ucciso almeno 225 civili, di cui 27 bambini, ad Aleppo est, secondo l’Osservatorio. I ribelli a loro volta hanno colpito l’ovest della città, controllato da Damasco, uccidendo dal 15 novembre 27 civili di cui 11 bambini. Il quotidiano siriano Al-Watan, vicino al regime, han detto che prossima fase dell’operazione sarà “dividere l’area rimanente in … distretti che saranno facilmente controllabili e verranno catturati in seguito”. L’avanzata “spingerà poi i combattenti ad arrendersi… o ad accettare la riconciliazione nazionale alle condizioni dello Stato siriano”. Dal marzo 2011, quando le proteste contro il regime diedero il via al conflitto siriano, oltre 300mila persone sono state uccise. Oltre metà delle popolazione del Paese è sfollata a causa della guerra, milioni di rifugiati si trovano all’estero. (fonte Afp) (foto, Vladimir Putin- Bashar al-Assad)

 

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