Scienza e Tecnologia

Onu, rischio 280 milioni di sfollati per innalzamento mari

L’innalzamento del livello dei mari potrebbe provocare 280 milioni di sfollati gia’ entro il 2100 nello scenario “ottimistico” di un aumento delle temperature mondiali di 2 gradi centigradi rispetto all’era pre industriale. Lo sostiene lo speciale rapporto dell’Intergovernmental Panel for Climate Change (Ipcc) dell’Onu su oceani e criosfera di cui l’Afp ha ottenuto una bozza. Nel dossier, che sara’ pubblicato a Monaco il prossimo 25 settembre, si prevede che in assenza di una profonda riduzione nelle emissioni inquinanti provocate dall’uomo, il 30% del permafrost dell’emisfero settentrionale si sciogliera’ entro la fine del secolo, liberando miliardi di tonnellate di anidride carbonica e accelerando il riscaldamento globale.

Il rapporto scientifico e’ il quarto dell’Onu sul clima in meno di un anno, con i precedenti tre incentrati sull’aumento delle temperature, sullo stato della biodiversita’ e sulla gestione delle foreste e del cibo. In tutti e quattro i rapporti si conclude che occorre cambiare radicalmente il modo in cui si produce e consuma per scongiurare la peggior ‘vendetta’ da parte cambiamento climatico e del degrado ambientale. Cina, Usa, Europa e India, che producono il 60% delle emissioni globali, secondo l’Onu non sono preparate alle devastanti conseguenze legate all’innalzamento degli oceani e ai cambiamenti irreversibili che ne derivano.

Il presidente Donald Trump ha saltato la sessione dedicata al clima del G7 in Francia, confermando di voler uscire dall’accordo internazionale di Parigi per tagliare le emissioni siglato dal predecessore Barack Obama. L’India sta sviluppando energia solare ma continua a produrre impianti a carbone. L’Unione europea continua a progredire verso un’economia a zero emissioni, nonostante il freno di alcuni stati membri. Anche la Cina, che vanta un livello di emissioni praticamente pari a quello degli Usa, invia segnali contrastanti. La temperatura media delle superficie terrestre e’ salita di un grado centigrado dal 19esimo secolo ma ai tassi attuali, si conclude nel rapporto, salira’ di altri due o tre gradi entro la fine del secolo.

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