Palermo – Juve Stabia 2-2: due gol e un vantaggio sprecato, al Barbera va in scena il solito copione
(foto x.com/Palermofficial)
Al Barbera va in scena l’ennesima serata di rimpianti per il Palermo. Perché rimontare una squadra che non vince da oltre un mese, farlo nel giro di cinque minuti netti, e poi farsi raggiungere in modo così banale racconta qualcosa di più di una semplice distrazione: racconta una squadra che ancora non sa difendere il vantaggio, che non ha imparato a gestire le partite nei momenti chiave. Dopo il pesante 3-0 subito dal Monza nello scontro diretto, Inzaghi aveva bisogno di una risposta di carattere.
La rimonta nel secondo tempo c’era stata, e sembrava poter essere il segnale della svolta. Poi Cacciamani ha crossato, Mosti ha colpito al volo, e il Barbera ha capito che la storia si ripeteva. La Juve Stabia, ferma a una vittoria che risale all’11 febbraio, ha portato via un pareggio del tutto inatteso. Un punto che alle vespe serve relativamente poco — ma che al Palermo pesa doppio. I rosanero restano distanti dalle prime due posizioni, e il tempo per recuperare stringe. Con una gestione così fragile dei vantaggi, la corsa promozione rischia di diventare sempre più un’illusione.
E così al Renzo Barbera va in scena l’ennesima serata di rimpianti per i rosanero. Perché rimontare, fare il sorpasso, e poi farsi riprendere da un cross e un tiro al volo racconta qualcosa che va oltre una semplice distrazione: racconta una squadra che ancora non ha imparato a gestire il vantaggio, che si abbassa e smette di giocare proprio quando dovrebbe affondare il colpo.
La partita era cominciata nel peggiore dei modi. I rosanero erano partiti in pressione, ma al nono minuto Joronen aveva steso in area Okoro, regalando alla Juve Stabia il calcio di rigore che Leone trasformava senza esitazione all’undicesimo. Da lì il Palermo aveva reagito con continuità ma poca precisione: Pohjanpalo non inquadrava lo specchio al 25′, Giorgini rispondeva presente al 26′, e al 40′ era la traversa a negare il pari a Segre, tutto solo sul cross di Palumbo.
Si andava al riposo sullo 0-1, con Inzaghi che già all’intervallo metteva mano alla squadra inserendo Le Douaron per Bereszynski, segnale evidente di urgenza tattica.
La ripresa illude
La ripresa si apriva con ritmo diverso: al 47′ Johnsen ci provava dalla distanza, e al 57′ arrivava l’episodio da moviola che cambiava la gara. Bani veniva travolto in area da Confente, il VAR verificava e assegnava il rigore. Pohjanpalo trasformava con freddezza al 60′, pareggiando i conti. Il Barbera si riaccendeva, e cinque minuti dopo la rimonta era completata: il tiro da posizione defilata di Ceccaroni centrava la traversa, Bani era lì a insaccare il tap-in del 2-1.
La partita sembrava in mano rosanero. E invece no. Nei minuti successivi il Palermo non affondava, si abbassava, smetteva di attaccare. La Juve Stabia cresceva, prendeva coraggio, e al 73′ Cacciamani crossava da sinistra trovando Mosti al volo, implacabile nel rimettere tutto in parità. Il Barbera si ammutoliva nuovamente.
Nel finale i rosanero ci provavano: Segre sfiorava la traversa di testa all’84’, Joronen parava bene su Cacciamani all’87’, e all’ultimo minuto di recupero era Giorgini a compiere il miracolo su Le Douaron. Il risultato non si schiodava dal 2-2. Un punto che alla Juve Stabia serve a poco, ma che al Palermo pesa moltissimo. Con le prime due posizioni che si allontanano e una gestione dei vantaggi così fragile, la corsa alla promozione diretta rischia di diventare ogni settimana più un miraggio.
| IL TABELLINO | |
|---|---|
|
PALERMO (3-4-2-1) All. Filippo Inzaghi |
JUVE STABIA (3-5-2) All. Ignazio Abate |
|
Marcatori Palermo – 60’Pohjanpalo (rig.) 65’Bani Juve Stabia – 11’Leone (rig.) 73’Mosti |
|
| Arbitraggio Arbitro: Federico Dionisi (L’Aquila) Assistenti: Rossi (La Spezia) – Barone (Roma 1) IV uomo: Rispoli (Locri) VAR: Serra (Torino) – AVAR: Gualtieri (Asti) |
|
