Papa: presto un nuovo presidente dell’Apsa succederà a Calcagno

Papa: presto un nuovo presidente dell’Apsa succederà a Calcagno
24 giugno 2018

Il Papa intende sostituire il cardinale Domenico Calcagno, 75 anni, alla guida dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica. Lo ha detto lo stesso Francesco in una intervista esclusiva a Phil Pullella della Reuters parzialmente pubblicata nei giorni scorsi e della quale l’agenzia britannica rivela ora altri passaggi. Calcagno, ha detto Jorge Mario Bergoglio, come vuole la consuetudine ha rassegnato le sue dimissioni nelle mani del Papa al compimento dei 75 anni, a febbraio, e il Pontefice intende accettarle più tardi nel corso di questo mese.

“Sto studiando candidati che hanno un atteggiamento di rinnovamento, una nuova persona dopo tanti anni”, ha detto il Papa, “Calcagno conosce bene il funzionamento ma forse la mentalità deve essere rinnovata” e, più in generale, nella gestione del patrimonio immobiliare vaticano “dobbiamo andare avanti con la trasparenza, e questo dipende da Apsa”. Tra le altre novità contenute nei nuovi passaggi dell’intervista, il Papa spiega che intende modificare lo statuto della Elemosineria apostolica in modo che il capo sia sempre un cardinale, e non solo adesso che l’elemosiniere, l’arcivescovo polacco Kondrad Krajweski, da lui scelto, verrà creato cardinale dal Concistoro che Francesco presiederà la prossima settimana.

“Penso che ci siano due braccia del Papa, quella di custode della fede, e lì il lavoro è fatto dalla congregazione per la Dottrina della fede, e il prefetto deve essere un cardinale”, afferma Jorge Mario Bergoglio, “e l’altro braccio del Papa è l’elemosiniere, e ci deve essere un cardinale lì. Queste sono le braccia del Papa, fede e carità”. Cogliendo l’occasione del quinto anniversario del Consiglio dei nove cardinali che coadiuvano il Papa nella riforma della Curia, inoltre, il prossimo autunno, Francesco spiega che senza “tagliare teste” intende “rinnovarlo un po’”.

Fanno attualmente parte del cosiddetto C9 il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, il cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, coordinatore del consiglio dei cardinali e arcivescovo di Tegucigalpa accusato nella sua diocesi di alcune malversazioni, Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca, il cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato vaticano, il cardinale Laurent Monsengwo Pasinya della Repubblica democratica del Congo, e poi il cardinale Francisco Errarzuriz, arcivescovo emerito di Santiago del Cile al centro nel suo paese delle polemiche esplose sullo scandalo dell’insabbiamento delle denunce contro i preti pedofili, e il cardinale George Pell, prefetto della Segreteria vaticana per l’Economia in congedo perché tornato in Australia a difendersi in tribunale dalle accuse di pedofilia.

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