Politica

“Patto Quirinale”, trattato Italia-Francia come Francia-Germania

Il futuro “Patto del Quirinale” tra Italia e Francia va visto come una mossa strategica dei due Paesi. Un passo che non farà assolutamente da contraltare alle intese già esistenti tra la stessa Francia e la Germania ma sarà anzi complementare a quegli accordi. È questo il senso degli incontri avuti questa mattina a Roma dal presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron con il capo dello Stato Sergio Mattarella prima e con il presidente del Consiglio Palo Gentiloni poi. Il “Patto del Quirinale” tra Roma e Parigi si svilupperà sul modello di quello siglato all`Eliseo con la Germania nel 1963, per coordinarsi in maniera sistematica, è stato spiegato, su questioni bilaterali, politiche, economiche, di difesa, sull`immigrazione, sulla cultura. Sarà insediato un gruppo di lavoro bilaterale così da arrivare a un testo entro il prossimo vertice intergovernativo, che dovrebbe tenersi in Italia dopo l`estate. Da ricordare che Macron aveva lanciato l`idea di un trattato bilaterale a tutto campo tra i due Paesi nel summit bilaterale di Lione del settembre scorso. Al Quirinale tra Mattarella e Macron si è svolto un incontro cordiale e fattivo, durato circa un’ora, con sullo sfondo una visione comune sul rilancio dell’Unione europea e della sua politica estera, con particolare riferimento all’Africa. Sono temi questi che Mattarella rilancia spesso, soprattutto nelle sue missioni all’estero e negli incontri al Quirinale con i Capi di Stato.

Ovviamente il presidente della Repubblica non è titolare della politica estera italiana ma l’incontro con Macron lo ha portato naturalmente ad affrontare questi temi. Il presidente della Repubblica francese infatti, diversamente dagli altri presidenti europei, detiene un vero potere di indirizzo politico, specialmente nel campo della politica estera. Benché il primo ministro e il Parlamento detengano la maggior parte del potere legislativo ed esecutivo, il presidente francese mantiene una forte influenza sullo stesso potere esecutivo. Insomma, come detto dal premier Gentiloni dopo il colloquio con Macron, c’è l’intenzione di dare ai rapporti tra Italia e Francia “una cornice più stabile ed ambiziosa”, con un trattato bilaterale italo-francese che “dia una struttura ancora più sistematica e favorevole alla nostra cooperazione”. Il presidente del Consiglio non ha dubbi, “è un trattato rivolto al futuro, un contributo creativo per il futuro dell’Ue, perché noi siamo tra i grandi paesi fondatori dell’Unione e non abbiamo cambiato idea”.

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