Il Pd anticipa congresso, si parla di febbraio ma la decisione arriverà sabato

Il Pd anticipa congresso, si parla di febbraio ma la decisione arriverà sabato
Goffredo Bettini
15 novembre 2022

E’ ancora da definire la nuova data delle primarie Pd, ma quello che è certo è che sabato 19 in assemblea ci sarà una accelerazione rispetto all’appuntamento del 12 marzo finora fissato. La discussione è ancora aperta, il segretario Enrico Letta continua a mediare tra chi chiede tempi più lunghi e chi vorrebbe scegliere il nuovo leader già a fine gennaio e il dibattito è ulteriormente complicato dall’incognita sulla data delle regionali, perché ovviamente non sarà possibile allestire i gazebo del Pd mentre si vota in regioni come Lombardia e Lazio.

I pretendenti ai nastri di partenza

Nel pomeriggio i rumors di palazzo accreditavano il 19 febbraio come data più probabile per le primarie, ma in realtà dal Nazareno precisano che ancora “ci sono varie opzioni” e che tutte sono oggetto di valutazione. In ogni caso, “si decide sabato e un’accelerazione comunque ci sarà”. Accelerazione che spingerà probabilmente anche i vari aspiranti candidati a farsi avanti ufficialmente. I pretendenti ai nastri di partenza sono già diversi, anche se solo Paola De Micheli ha formalizzato la candidatura. Ma da venerdì è di fatto in campo Elly Schlein e Stefano Bonaccini dovrebbe annunciare la sua corsa a breve. Lo stesso potrebbero fare Dario Nardella e Matteo Ricci. Ma l’elenco potrebbe non essere completo e oggi è stato Goffredo Bettini – che da giorni elogia pubblicamente Andrea Orlando – a dire che potrebbero esserci altri candidati: “A me francamente interessano poco i nomi in sé. Mi interessa moltissimo che ai nomi sia collegata una chiara posizione politica. Non credo che l’elenco (dei candidati, ndr) finisce con Nardella, la Schlein e Bonaccinià Aspettiamo un attimo”.

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Aria di scissione

Non è un mistero che a nella sinistra del partito si stia vivendo un momento non semplice: la Schlein si presenta con idee senz’altro molto di sinistra, ma è vissuta da molti ex Ds un po’ come un corpo estraneo. Una convergenza su di lei non è affatto esclusa, anzi sono in molti a prevedere che “alla fine tutta la sinistra la sosterrà”, ma la discussione non è evidentemente chiusa, come dimostrano le parole di Bettini. Senza contare, poi, che anche i big delle regioni del sud – da Michele Emiliano a Vincenzo De Luca – hanno molto da recriminare sulla gestione del partito e non è escluso che spingano per una candidatura che si faccia carico delle ragioni del Mezzogiorno, come potrebbe essere quella di Francesco Boccia. Di sicuro, raccontano, c’è Dario Franceschini a lavorare per costruire un sostegno largo alla giovane deputata: l’ex ministro vuole evitare una polarizzazione “destra-sinistra”, gli ex Ds con la Schlein e i moderati di Lorenzo Guerini con Bonaccini. Uno scenario che molti temono possa portare ad una scissione di chi verrà sconfitto al congresso. La scelta di sabato, in qualche modo, aiuterà a fare chiarezza anche su questo: un anticipo delle primarie costringerà tutti a mettere da parte cautele e tattiche e imporrà decisioni in tempi rapidi.

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