Pd discute su apertura congresso e tempi primarie. Direzione in diretta streaming

Pd discute su apertura congresso e tempi primarie. Direzione in diretta streaming
Enrico Letta
3 ottobre 2022

Sarà in diretta streaming la direzione Pd, non solo l’intervento di apertura di Enrico Letta, ma tutto il dibattito. E non sarà una discussione semplice, perché quel “congresso costituente” lanciato dal segretario venerdì scorso con la lettera agli iscritti non è affatto facile da tradurre concretamente. Letta, raccontano, non ha tesi precostituite, non sposa nessuna delle tante posizioni in campo al momento, ma su un punto è netto: il Pd non può essere liquidato. Questo è l’unico punto fermo del segretario uscente, ma non è poco dal momento che l’idea di “superare”, di “andare oltre”, di “rottamare” il Pd circola eccome, dentro e fuori il partito. Di fatto, anzi, il vero nodo da sciogliere è proprio questo, perché è evidente che nei confronti dei democratici è in atto un tentativo di ‘opa ostile’ dal centro e dai 5 stelle, ma anche da parecchi ambienti di sinistra.

Non a caso una delle questioni sulle quali si dovrà discutere è come e quando aprire il dibattito anche alle forze e alle realtà esterne al Pd. Articolo Uno ha aderito alla proposta di Letta, ma chiede di partecipare fin dalla prima fase. E Arturo Scotto ha chiarito: “Non ci iscriviamo al Pd”. Alessandro Alfieri, coordinatore di Base riformista (l’area di Lorenzo Guerini), ha un’idea diversa: “Le regole sono chiare, parla lo statuto: chi decide di iscriversi può partecipare. Chi vuole partecipare a un congresso rigenerativo perché ne vuole fare parte potrà farlo. Nessun veto”. E il tema è sentito anche in altre aree del Pd, non solo in Base riformista: “Di certo non mi faccio venire a spiegare come devo rifare il Pd da chi ritiene che Conte sia il leader dei progressisti”, dice un altro dirigente dem.

Leggi anche:
Tiro a segno a scuola? Bufera su Fazzolari, e lui querela

Il “congresso costituente” è una mossa alla quale Letta crede, il segretario è convinto che il modello delle Agorà vada replicato per rinnovare davvero il partito. Inoltre, c’è anche un’esigenza tattica che spinge in questa direzione: da Andrea Orlando a Goffredo Bettini, fino ad Articolo Uno, sono in tanti ad avere chiesto appunto una fase “costituente”, aperta a forze esterne al Pd. Tra le quali, peraltro, c’è quella Elly Schlein che i sondaggi indicano come la più forte possibile candidata da contrapporre a Stefano Bonaccini, che al momento è sostenuto da Base riformista. Mettere sul tavolo un “congresso costituente” serve dunque anche a giocare d’anticipo, ad evitare – come dice un esponente di Articolo Uno – “che Elly magari a un certo punto dica: il Pd resta chiuso in sé stesso, preso dai suoi riti, facciamo un’altra cosa”. D’altro canto, però, è appunto complicato tradurre concretamente questa idea. “Dobbiamo aprirci al confronto, rifondare e rinnovare nel profondo il partito – dice Piero De Luca – Ma senza rinnegare la nostra storia, senza snaturarci”.

E Alessandra Moretti aggiunge: “Il simbolo del Partito democratico non può essere messo in soffitta, semplicemente perché non appartiene a nessuno ma è bene comune”. Gianni Cupero a Radio Immagina avverte: “Il tema non è l’alleanza con Conte o con Calenda, ma l’identità di questa forza. Chi siamo e chi vogliamo rappresentare”. C’è poi la questione dei tempi: Bonaccini spinge per accelerare. Alfieri chiede “tempi certi” e definisce sbagliato perdersi in “tattiche dilatorie”. Per il presidente dell’Emilia Romagna e per Base riformista le primarie per il nuovo segretario si dovrebbero tenere entro febbraio. Quasi tutti gli altri, però – cominciare dalla sinistra e da Dario Franceschini – pensano che un “congresso costituente” e un dibattito sull’identità abbia bisogno di tempi più lunghi. Anche perché, come è evidente, allo stato non è maturata una candidatura alternativa a Bonaccini e serve tempo per organizzarsi: la stessa Schlein, appunto la più accreditata a sfidare il presidente dell’Emilia Romagna, non ha al momento il consenso unanime della sinistra del Pd. E qualcuno continua a pensare che Andrea Orlando possa alla fine giocare i prima persona la partita. Per questo in tanti arrivano a dire che le primarie si faranno probabilmente ad aprile-marzo.

Leggi anche:
Italia consegna a Libia motovedetta per controllo flussi migranti. E l'Ue fa i primi passi
Segui ilfogliettone.it su facebook
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it


Commenti