Pd, la road map di Renzi: archiviate urne a primavera, ora si lavora per voto in estate

Pd, la road map di Renzi: archiviate urne a primavera, ora si lavora per voto in estate
11 gennaio 2017

Mettere mano alla segreteria, tenere aperto il dossier legge elettorale, e lavorare sul territorio per farsi trovare pronti all’appuntamento con le urne. Sono le tre scacchiere sulle quali sta giocando il segretario del Partito democratico Matteo Renzi per il quale, tuttavia, la priorita’ di resta il voto. La finestra piu’ probabile, ha spiegato il segretario dem negli incontri avuti al Nazareno, resta quella dell’11 giugno. Difficile, invece, che si possa andare alle urne il 23 aprile. Bisognerebbe sciogliere le Camere entro febbraio, ma il nodo resta la legge elettorale. Renzi intende aspettare la Consulta, dopo il pronunciamento, sulle indicazioni che arriveranno, si chiudera’ il cerchio, ha riferito ai suoi. Al momento non si scarta affatto una convergenza con Forza Italia sul proporzionale, ma la trattativa e’ in stallo.

LA CONSULTA “Prendiamo atto che di fronte ai nostri reiterati inviti alle altre forze politiche perche’ ci si sieda a un tavolo per ragionare di legge elettorale dagli altri partiti e’ arrivato un sonoro No”, spiega il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato: “A questo punto attendiamo il pronunciamento della Consulta sull’Italicum”. Cio’ non significa che il Mattarellum sia archiviato, anzi. Il sistema elettorale che porta il nome dell’attuale Capo dello Stato e’ stato quello votato dal Pd attraverso “il suo massimo organo di rappresentanza”, ovvero l’assemblea, come spiega ancora Rosato. Impensabile mandarlo in soffitta prima di avere avuto la possibilita’ di presentarlo alle altre forze politiche. Oltre a questo, pero’, c’e’ la consapevolezza in Matteo Renzi e nei suoi che qualunque ragionamento si fara’ non potra’ prescindere dal pronunciamento della Corte Costituzionale. Che potrebbe anche salvare il ballottaggio, cuore dell’Italicum. E’ l’auspicio che circola nella stretta cerchia renziana. Se dovesse realizzarsi, si cercherebbe di ripartire da li’, adeguandovi la legge del Senato. Ragionamenti che rimangono, al momento, altrettante subordinate a cio’ che la Consulta decidera’ il 24 gennaio. Nell’attesa, l’ex presidente del consiglio continua a lavorare al rafforzamento della segreteria.

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PD GIOVANE E AGILE Ieri, Renzi e’ rimasto per tutta la mattinata al Nazareno, concedendosi una pausa solo per un pranzo con il ministro Graziano Delrio: con il titolare delle Infrastrutture, il segretario dem ha fatto un’ampio giro di orizzonte, dalla legge elettorale al rafforzamento della segreteria del partito. Posate le ceneri della sconfitta referendaria, si e’ allontanata anche l’ipotesi di un reset complessivo dell’esecutivo dem che preveda l’uscita dei parlamentari. Si punta a rendere il Pd piu’ giovane e agile. Per questa ragione il segretario ha manifestato l’intenzione di valorizzare i giovani amministratori che si sono distinti in negli ultimi mesi. Stando a quanto si apprende da fonti del Nazareno, i nomi che si fanno sono quelli di sindaci come Giuseppe Falcomata’, primo cittadino di Reggio Calabria, e del sindaco di Ercolano, Ciro Bonaiuto come possibili ingressi nella segreteria. Un lavoro, quello sull’esecutivo del partito, che sara’ completato la prossima settimana con l’ingresso probabile del ministro Maurizio Martina, sebbene in un ruolo non esecutivo. Dai colloqui avuti al Nazareno – tra gli altri, con Guerini, Orfini, Rosato e con il senatore Andrea Marcucci – sono emerse diverse idee, non ultima quella di tenere un seminario il 23 gennaio sulla lotta all’evasione fiscale, al quale parteciperanno l’ex sottosegretario Tommaso Nannicini – in pole per un ruolo operativo in segreteria – e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, per citare solo due nomi.

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COMPLEANNO Un altro focus, non ancora calendarizzato, dovrebbe riguardare sicurezza e immigrazione e vedere protagonisti i sindaci Pd e il ministro dell’Interno, Marco Minniti. La prossima settimana, poi, Renzi dovrebbe tenere il secondo incontro con i segretari regionali e provinciali. L’obiettivo e’ quello di lavorare sul “tallone d’Achille” risultato fatale in occasione del referendum, il rapporto con i giovani e con il Sud. Un compito non facile, Renzi ne e’ consapevole, e per questa ragione non intende perdere tempo: anche oggi, giorno del suo 42 esimo compleanno, il segretario rimarra’ a Roma per lavorare. Partira’ solo in serata per un brindisi in famiglia. E a Roma, oggi, sara’ anche Silvio Berlusconi, atteso per fare il punto con i fedelissimi sulle modifiche all’Italicum. Nel frattempo andra’ avanti il lavoro del parlamento sul decreto salva-risparmio e entro fine mese si avviera’ la commissione d’inchiesta sul sistema bancario. Renzi ha spinto perche’ passasse l’ok alla commissione di inchiesta, mentre la norma ‘Patuelli’ potrebbe ricomparire come emendamento al decreto banche.

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