Peschereccio mazarese sequestrato dalla Marina Tunisina. E l’Italia appare impotente

16 settembre 2017

Alle 23,46 di ieri sera il peschereccio “Anna Madre”, iscritto al Compartimento Marittimo di Mazara del Vallo, e’ stato sequestrato in prossimita’ del cosiddetto “Mammellone” (area di pesca protetta istituita bilateralmente fra Italia e Tunisia nel 1979 e delimitata dall’andamento della linea batimetrica dei 50 metri) da militari della Marina tunisina che ne hanno contestato l’irregolarita’ della posizione. Il peschereccio ‘Anna Madre’ si trovava a Sud di Lampedusa quando è stato fermato dalla motovedetta tunisina. Alcuni militari maghrebini armati sono saliti a
bordo dell’imbarcazione e hanno rinchiuso il comandante in cabina. Secondo la Marina tunisina, il peschereccio si trovava in acque tunisine mentre l’armatore dice che era in acque internazionali. Anche la Marina Militare è subito intervenuta con un elicottero. “Il fatto è che il controllo è affidato solo alla Marina militare – dice il sindaco  di Mazara del Vallo, Nicola Cristaldi – La questione è politica e non viene affrontata. I rapporti bilaterali devono essere ripresi al più presto con la Tunisia”. Per il presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu, Giovanni Tumbiolo, la vicenda e’ riconducibile alla “tristemente nota guerra del pesce che ha arrecato in questi decenni moltissimi danni alla nostra economia e rischia di incidere sui rapporti fra l’Italia e la Tunisia. Ci auguriamo – sottolinea – che rapidamente questa crisi venga risolta e confidiamo nel tempestivo intervento delle istituzioni regionali e nazionali”. “Siamo particolarmente fiduciosi -ha concluso il presidente del Distretto Siciliano- dell’incontro che stamani l’ambasciatore De Cardona avra’ con il Ministro dell’Agricoltura e Pesca della Tunisia, l’amico della Sicilia Samir Taieb”.

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