Peschereccio sequestrato in Tunisia, l’armatore: “Temo per marittimi a bordo”

Peschereccio sequestrato in Tunisia,  l’armatore: “Temo per marittimi a bordo”
1 ottobre 2017

“Quelli si stanno impiccando a bordo”. A dirlo e’ Giacomo Giacalone, uno degli armatori del peschereccio “Anna Madre” sequestrato dalle autorita’ tunisine lo scorso 15 settembre in acque internazionali, nella zona del Mammellone. Il riferimento e’ ai due marittimi, il capitano Giacomo Giacalone e il macchinista Scalia che non possono lasciare la Tunisia in base a un provvedimento amministrativo emesso dalla Commissione interministeriale di Tunisi che ha disposto un ammenda di 69 mila euro per il rilascio dell’imbarcazione e le figure responsabili. I due da otto giorni stanno conducendo uno sciopero della fame. L’equipaggio era composto da 10 membri: sette tunisini e tre italiani. Il terzo degli italiani, il cuoco, ha fatto ritorno tre giorni fa. La notizia era stata annunciata dall’Ambasciata italiana a Tunisi attraverso Facebook. Ieri a Mazara del Vallo, nel trapanese, a margine di uno dei convegni dell’expo del mediterraneo Blue Sea Land, l’armatore ha incontrato l’Ambasciatore Raimondo de Cardona e il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola.

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“Lei, in rappresentanza dell’Ambasciata, ha chiamato personalmente i due marittimi – ha detto Giacalone durante un confronto con l’Ambasciatore – dicendogli di prepararsi per partire ma poi sono stati bloccati dalla Polizia di Frontiera. Quelli si stanno impiccando a bordo”. “La questione dell’ipotesi di rientro in anticipo e’ stata bloccata dalla polizia di frontiera – ha detto de Cardona – in virtu’ di un vincolo legato alla presenza del peschereccio a Sfax e non possono lasciare il territorio tunisino”. La sanzione disposta dalle aurita’ tunisine si basa sui tracciati e di documentazione tecnica circa i percorsi del peschereccio. “L’Ambasciata non dispone di questi atti – continua l’Ambasciatore – e potra’ disporre la proprieta’ qualora presentasse un ricorso in sede giudiziale. La autorita’ tunisine contestano al peschereccio Anna Madre di aver violato i limiti di competenza territoriale, riconosciuti internazionalmente. Poi bisogna verificare se si e’ travalicato o meno”. Poi sulle tempistiche: “Non posso dare nessuna certezza. Bisogna verificare se le nostre azioni porteranno a un risultato. Bisognerebbe trovare una soluzione di vertice per aggirare questo ostacolo dell’obbligo della presenza di due marittimi finche’ la questione del peschereccio non si sia risolta altrimenti dovremmo percorrere la via giudiziaria”.

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