Philae atterrato sulla cometa. Renzi: orgogliosi della teconologia italiana

Philae atterrato sulla cometa. Renzi: orgogliosi della teconologia italiana
12 novembre 2014

di Maurizio Balistreri

Il modulo “Philae” è atterrato sulla cometa 67P – Churyumov-Gerasimenko: è un successo storico per l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), dato che si trattava del primo tentativo di questo genere nella storia dell’esplorazione spaziale. “E’ un giorno storico, dobbiamo essere orgogliosi che la tecnologia italiana abbia contribuito a portare la sonda Esa Rosetta fin laggiù”. Così su twitter il premier Matteo Renzi, sul successo della missione spaziale. “Siamo sulla cometa, vediamo il lander, non possiamo essere più felici di così”: Andrea Accomazzo, operations manager della missione, ha annunciato in diretta fra i tradizionali applausi il successo dell’atterraggio: “Philae” ha già inviato i primi segnali e si è ancorato come previsto alla superficie della cometa. “Philae” si era sganciato regolarmente dalla sonda madre “Rosetta” alle 10 ora italiana e aveva iniziato la fase di approccio finale alla cometa 67P/TG (nota anche come Churyumov-Gerasimenko), alla velocità di circa un metro al secondo. La conferma del touch down è giunta intorno alle 17:04 ora italiana, circa mezz’ora dopo l’atterraggio effettivo: va infatti tenuto conto che i segnali inviati dalla cometa tardano poco più 28 minuti per raggiungere la Terra e per questo motivo la discesa non può essere controllata a distanza in tempo reale, ma è stata pre-programmata.

spazio

L’obiettivo della missione è quello di acquisire nuove conoscenze sull’evoluzione del sistema solare grazie all’analisi della cometa – che ha un diametro di appena quattro chilometri – su cui “Rosetta”, lanciata nel 2004, farà atterrare il modulo “Philae”; la sonda accompagnerà la cometa per un tratto della sua orbita, fino alla fine del 2015. “Rosetta” ha inviato le prime immagini della cometa nel maggio scorso, ad una distanza di due milioni di chilometri dal suo bersaglio; alla fine di maggio ha effettuato una manovra di allineamento in previsione proprio del rendez-vous, in cui si è avvicinata ad un centinaio di chilometri cercando un punto favorevole per l’atterraggio del modulo; tra i sei possibili candidati la scelta è caduta sul sito J, ribattezzato “Agilkia”. “Philae” – grande più o meno come un frigorifero e dotato di numerosi strumenti di scavo e analisi – si è ancorato alla superficie della cometa grazie a due “arpioni”, che hanno il compito di stabilizzarne la posizione su un corpo celeste dove la gravità è sostanzialmente nulla (il modulo pesa circa un quintale sulla Terra, ma solo un grammo sulla cometa). Lo studio della cometa permetterà agli scienziati di guardare indietro nel tempo di 4.600 milioni di anni, in un’epoca in cui i pianeti non esistevano e il Sole era circondato solo da sciami di asteroidi e comete. “Philae” studierà le proprietà fisiche della superficie e del sottosuolo del nucleo e la loro composizione chimica, mineralogica e isotopica: questi dati saranno di complemento allo studio globale delle proprietà dinamiche e della morfologia superficiale della cometa effettuato della sonda madre Rosetta.

La nomenclatura della missione “Rosetta” trae la propria ispirazione dall’antico Egitto: in particolare, il nome della sonda ricorda la celebre stele bilingue che permise allo storico francese Jean-Francois Champollion di decifrare i geroglifici egizi. La stele venne ritrovata nel 1799 nei pressi del villaggio di Rashid (Rosetta), nella zona del Delta del Nilo. Il nome “Philae” dato al modulo di atterraggio proviene dal sito archeologico dove venne trovato un obelisco – attualmente in Gran Bretagna – che aiutò Champollion a decifrare la stele. Il nome è stato scelto tramite un concorso vinto dalla 15enne italiana Olga Vismara. “Agilkia”, nome del sito dove si poserà il modulo, è un’isola sul Nilo sulla quale negli Anni Settanta sono stati spostati i templi della vicina isola di Philae, a rischio di inondazione dopo la costruzione della diga di Assuan. 67P – Churyumov-Gerasimenko: la cometa porta il nome dei due astronomi sovietici che la scoprirono nel 1969; 67 si riferisce il numero di catalogo celeste mentre la P indica che si tratta di una cometa con orbita periodica (circa 6,5 anni) L’obiettivo della missione è quello di acquisire nuove conoscenze sull’evoluzione del sistema solare grazie all’analisi della cometa – che ha un diametro di appena quattro chilometri – su cui Rosetta, lanciata nel 2004, farà atterrare il modulo Philae; la sonda accompagnerà la cometa per un tratto della sua orbita, fino alla fine del 2015.

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