Piano ArcelorMittal, taglio drastico polveri e diossine. Di Maio: “Ancora non ci siamo”

30 luglio 2018

Ridurre polveri e diossine in maniera significativa per “costruire un futuro sostenibile per l’Ilva”. È l’obiettivo chiave del documento presentato al tavolo al ministero dello sviluppo economico da ArcelorMittal, azionista di maggioranza della cordata Am Investco che ha vinto la gara per lo stabilimento tarantino.

Un “addendum” con gli impegni aggiuntivi che la società vuole realizzare oltre a quelli previsti dal contratto firmato un anno fa. E sulla base di questo addendum continuerà il confronto con il ministro Luigi Di Maio, che ha voluto mostrare il piano a sindacati, enti locali e associazioni dei cittadini in vista del negoziato. Miglioramenti che però, secondo Di Maio, “non sono ancora sufficienti”.

Nel documento ArcelorMittal si impegna a “eliminare le fonti di inquinamento attraverso l’implementazione delle misure di tutela ambientale” e ad “accelerare i tempi di esecuzione degli interventi ambientali”. La società intende anche “vincolare l’incremento della produzione, per il periodo successivo alla durata del piano, all’impiego di processi di produzione alimentati a gas o di processi alternativi a basso utilizzo di carbone”.

Questi miglioramenti, in particolare, significano una “riduzione del 15% delle emissioni di CO2 per tonnellata di acciaio liquido prodotto”. Per l’impianto di sinterizzazione è previsto un taglio del 30% per le polveri e del 50% per le diossine. L’azzeramento delle polveri (wind days) sarà nel 2020, con 18 mesi di anticipo, mentre per l’acqua ci sarà una riduzione dell’utilizzo del 15% nel 2023. Si arriverà poi a una “economia circolare attraverso l’utilizzo di rottami per ridurre ulteriormente CO2 e consumo energetico”.

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Per la trasparenza, ArcelorMitta si impegna a una “attiva cooperazione annua con l’Arpa Puglia, l’Asl e l’Ares per la valutazione del danno sanitario”. La società vuole essere di “supporto alla crescita e al benessere delle comunità locali”, adottando anche “forme di tutela e promozione dell’utilizzo dei fornitori locali”. L’azienda punta anche a “favorire la positiva conclusione della procedura sindacale tenendo conto della sostenibilità del piano industriale” e al “regolare pagamento dei fornitori”.

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