Rousseau nel mirino del Garante: “Misure adottate ininfluenti”

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5 aprile 2019

Arriva a stretto giro di posta la replica del Garante della privacy alle dichiarazioni rese da esponenti del Movimento 5 stelle sul provvedimento emesso nei confronti della piattaforma Rousseau. L’Autorita’ precisa che “le dichiarazioni dell’Associazione Rousseau in ordine a misure asseritamente migliorative che sarebbero state adottate sono giunte, via mail, ad istruttoria gia’ chiusa, il giorno precedente l’adozione definitiva del provvedimento e senza alcuna documentazione a sostegno. Tali misure risultano comunque ininfluenti ai fini delle pregresse criticita’ evidenziate e sanzionate nel provvedimento”; – “la durata del procedimento e’ stata condizionata anche dalle due proroghe richieste dalla stessa Associazione Rousseau”; – “le accuse di parzialita’ rivolte, reiteratamente, all’Autorita’ in ragione della pregressa esperienza politico-istituzionale del suo presidente, sono smentite dall’adozione di plurimi provvedimenti, anche sanzionatori, nei confronti di altre forze politiche o di loro esponenti, rinvenibili sul sito dell’Autorita’ al pari di quello relativo alla piattaforma Rousseau”; – “le decisioni del Garante sono collegiali e come tali non riferibili individualmente ai componenti del Collegio”.

Tutto nasce da un post dell’Associazione Rousseau sul blog delle Stelle con il quale la stessa associazione manifestava perplessità su “uso politico del garante della privacy e che possa risentire della sua pregressa appartenenza al Pd. Il garante della privacy dovrebbe tutelare tutti, non solo le persone del suo partito”. “Puo’ il garante della privacy essere un esponente politico di un partito? – scrive Rousseau – Noi riteniamo di no e non ci sentiamo tutelati in alcuna maniera”.

Le reazioni

FORZA ITALIA “Uno vale uno. Dirette streaming per tutto. Trasparenza assoluta. Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno. Ricordiamo tutte le affermazioni false e demagogiche dei grillini – dichiara il senatore Maurizio Gasparri -. Poi la vicenda e’ finita in una serie di ricatti incrociati a colpi di whatsApp e messaggi conservati per condizionare altre persone. Con case piene di telecamere che hanno ripreso di tutto e di piu’ per oscuri ricatti, spesso sfociati in drammatiche inchieste penali. Adesso abbiamo la conferma della opacita’ della piattaforma Rousseau. Multe, valutazioni critiche di autorita’ super partes. C’e’ una grande questione democratica in questo Paese – prosegue il senatore azzurro -. Il Movimento 5 Stelle, i grillini, che si dicevano portatori di una vera democrazia, sono al contrario, protagonisti di vicende inquietanti. La opacita’ della piattaforma Rousseau, che e’ evidente a tutte le persone di buon senso, implica una serie di conseguenze. Questi strumenti vengono usati dai grillini per presunte primarie con cui vengono scelti i candidati a colpi di pochi click. Alla piattaforma Rousseau sono state demandate decisioni fondamentali su questioni di grandissima rilevanza per le istituzioni e la democrazia. C’e’, insomma, la devoluzione di un potere democratico e popolare a meccanismi ambigui, opachi, poco trasparenti, controllati da poche persone”, conclude Gasparri.

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PARTITO DEMOCRATICO “Alla luce della pronuncia dell’Autorità garante della privacy, emerge in tutta evidenza che la Piattaforma Rousseau, oltre a non avere i requisiti di sicurezza sul trattamento dei dati personali, avrebbe una quantità indefinita di profili ‘clonati’ fra i propri iscritti, tale da rendere del tutto inaffidabile l’esito delle votazioni organizzate sulla stessa, a partire da quella sul caso Diciotti riguardante il ministro Salvini”. È quanto affermano i senatori Pd, in una interrogazione urgente al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a prima firma del capogruppo Andrea Marcucci e del senatore Alan Ferrari e sottoscritta anche dai colleghi Parente, Malpezzi, Bellanova, Stefano, Rossomando, Patriarca, Biti, Laus, Cucca, Garavini, Messina, Sudano, Margiotta, Pittella, Valente, Faraone, Sbrollini, Giacobbe, Iori e Comincini. “È opportuno che la Piattaforma Rousseau – sostengono i senatori dem – sospenda ogni attività di consultazione a tutela degli utenti, delle istituzioni e della nostra democrazia, almeno fino al totale adeguamento richiesto dal Garante. Va inoltre presa in seria considerazione l’ipotesi di annullare tutte le più recenti votazioni della Piattaforma, deliberate in totale assenza dei requisiti minimi di sicurezza e trasparenza”, concludono. Per il segretario Pd, invece,  si tratta di “un segnale di quello che si dice spesso sull’opacita’ e la stranezza di questo modo di essere movimento-partito e della fragilita’ di quello strumento come il futuro possibile di una democrazia che invece in questo caso, a seguito di un provvedimento, conferma tutta la sua fragilita’”. In sostanza, secondo Nicola Zingaretti, “credo nell’utilizzo del web e della rete, ma credo anche soprattutto nella trasparenza nell’utilizzo di questi strumenti”.

FRATELLI D’ITALIA “Le osservazioni del garante della privacy su Rosseau e il sistema Casaleggio confermano che, dietro la sbandierata democrazia diretta grillina, si celano interessi di poche élite dalla chiara ideologia di ispirazione giacobina con la volontà di occupare i gangli principali dello Stato. Invito gli esclusi a fare ricorso per smascherare questa farsa. Le ‘parlamentarie’ vanno invalidate e gli attuali eletti dovrebbero uscire dal Movimento, se in buona fede”. E’ quanto dichiara Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in commissione Cultura.

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CODACONS Con una diffida che sarà inoltrata oggi al M5S e alla Casaleggio Associati il Codacons chiede di verificare le misure adottate dalla società per risolvere le problematiche evidenziate dal Garante della Privacy e che hanno portato ieri ad una sanzione da 50mila euro nei confronti dell’azienda. “Nell’interesse degli iscritti al M5S vogliamo vederci chiaro – spiega il presidente Carlo Rienzi – Più di una volta in passato abbiamo denunciato difficoltà ad accedere alla piattaforma per esprimere voti, come nel recente caso della nave Diciotti. Anche quando ho tentato di presentare la mia candidatura alle parlamentarie di gennaio 2018, non è stato possibile completare l’operazione, e qualsiasi tentativo di partecipare come iscritto al M5S alle attività della Piattaforma Rousseau non è andato a buon fine, facendo nascere il sospetto di una esclusione voluta e legata alle tante iniziative intraprese dal Codacons contro i sindaci grillini”. “Per tale motivo e nell’interesse degli iscritti al M5S presentiamo oggi una diffida formale a Casaleggio affinché ci fornisca tutti i dettagli sulle misure adottate per garantire la privacy e la democraticità della Piattaforma Rousseau, e proponiamo di inserire il Codacons come garante della Piattaforma per assicurare la trasparenza e la correttezza di tutte le operazioni di voto”, conclude Rienzi.

FICO “Quando il Garante parla di possibile manipolazione del sistema Rousseau non si riferisce a una manipolazione interna, ma al fatto che il sistema puo’ essere ‘bucato’. Non solo non c’e’ stata una manipolazione, ma non c’e’ neanche un’accusa in questo senso”. E’ la tesi del presidente della Camera Roberto Fico, secondo il quale, “Davide Casaleggio non lavora al sistema Rousseau per via ereditaria. Lui ha sempre lavorato con il padre al portale e alla democrazia diretta. Sono cose in cui hanno sempre creduto entrambi”, precisa l’esponente del M5s.

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