La nuova stagione di Report parte anche dal confronto aperto tra il nuovo conduttore, Daniele Piervincenzi e il suo predecessore, Sigfrido Ranucci. Piervincenzi spinge l’etichetta di giornalista di destra, richiama la propria storia familiare e professionale e rivela di aver votato l’opposizione alle ultime elezioni. Sul programma, intanto, annuncia più spazio agli inviati e alla redazione.
La smentita sulle scelte elettorali
Piervincenzi ha collegato la propria replica alle accuse di essere vicino alla destra alla storia della sua famiglia. “Non lo sono mai stato”, ha dichiarato, aggiungendo che, se avesse avuto quella collocazione politica, la sua famiglia non l’avrebbe accettata per la propria storia. Nel colloquio radiofonico ha poi evitato di indicare pubblicamente il partito votato, ma ha escluso la maggioranza e confermato di avere scelto l’opposizione.
La posizione coincide con quanto Piervincenzi aveva già spiegato in un’intervista pubblicata a settembre: la sua storia personale e familiare, ha sostenuto, non sarebbe compatibile con l’immagine di un giornalista di destra. Ha inoltre sottolineato che la redazione e gli autori di Report avrebbero difficilmente accettato, a suo giudizio, un giornalista apertamente collocato a destra.
Il dato politico resta dunque quello dichiarato dal diretto interessato: nessuna indicazione sul partito scelto, ma l’affermazione di avere votato per l’opposizione alle ultime elezioni. Non sono invece specificati, nell’intervista riportata, né la lista né il candidato prescelto.
Il confronto con il predecessore
Il passaggio più delicato riguarda Sigfrido Ranucci. Piervincenzi ha raccontato di essere stato contattato dal precedente conduttore di Report e di aver ricevuto da lui un invito a rinunciare alla conduzione. “Mi ha detto: se rinunci sei un grande”, ha riferito. Secondo il suo racconto, Ranucci avrebbe poi assunto pubblicamente una posizione diversa, definendolo “mediocre”.
Il nuovo conduttore ha scelto di non alimentare direttamente lo scontro: “Non serve, parlerà il nuovo Report”. La vicenda, tuttavia, resta uno dei nodi della transizione alla guida del programma. Anche nell’intervista a Repubblica Piervincenzi aveva confermato di non avere mai considerato l’ipotesi di rinunciare, spiegando che le polemiche lo avevano convinto a proseguire.
Il nuovo corso della trasmissione
Piervincenzi ha indicato anche la linea editoriale che intende seguire con Claudia Di Pasquale. Il progetto prevede un maggiore coinvolgimento della redazione e più spazio agli inviati, con una riduzione della parte affidata ai conduttori in studio. L’obiettivo dichiarato è superare quella che il giornalista ha definito la “struttura piramidale” del programma.
Sul piano dei contenuti, Piervincenzi ha detto di voler recuperare anche alcuni elementi del Report di Milena Gabanelli, tornando a occuparsi dei rapporti tra potere politico, economia e grandi lobby. Ha precisato inoltre che il governo sarà tra i primi ambiti sottoposti all’attenzione della trasmissione, ma che “sconti non ne faremo a nessuno”.
La successione a Ranucci arriva dunque con un doppio messaggio: Piervincenzi respinge la lettura politica della propria nomina e, nello stesso tempo, rivendica un’impostazione del programma fondata sulle inchieste e sul lavoro della redazione. Il confronto con il precedente conduttore resta invece aperto sul piano personale e professionale.

