Pnrr e malaffare, governo coinvolga i cittadini su destinazione dei fondi europei al Sud

Pnrr e malaffare, governo coinvolga i cittadini su destinazione dei fondi europei al Sud
Mara Carfagna
5 marzo 2022

Il Governo italiano incassa i primi 21 miliardi di euro del Recovery Fund. Dopo l’anticipo di 24,9 miliardi, non appena vi sarà il via libera del Comitato economico e finanziario della UE, arriveranno altri 21 miliardi, 10 come sovvenzioni a fondo perduto e 11 in prestito. Dovranno essere raggiunti 100 obiettivi e, solo successivamente, sarà erogata una nuova tranche di 40 miliardi. I Comuni del Sud Italia dovrebbero ricevere il 40% delle risorse previste dal PNRR. È necessario vigilare affinché i soldi erogati non finiscano nelle mani delle mafie. Bisogna controllare le Amministrazioni comunali del Sud Italia, affinché i fondi siano spesi per realizzare opere finalizzate al risanamento e al rilancio del Sud Italia. Non certamente per malafede nei confronti dei Sindaci del Sud Italia, assolutamente no, tuttavia i cittadini italiani hanno avuto modo di constatare diverse anomalie e illeciti relativamente alla destinazione del reddito di cittadinanza ed, inoltre, allo stanziamento dei fondi destinati per calamità naturali, vedi terremoto del 1980 in Irpinia, nonché per la costruzione di ospedali e per altre opere finalizzate al bene pubblico e sociale.

Il fine a cui erano destinati gli stanziamenti di cui sopra è stato eluso ed essi sono stati accaparrati da chi non ne aveva diritto. Bisogna costituire, pertanto, una rete di cittadini in ogni Comune del Sud, il cui compito sia quello di controllare l’operato della propria Amministrazione comunale. Per tale motivo, certo non irrilevante, è necessario chiedere al Ministro Carfagna l’istituzione di un organismo di vigilanza, composto da cittadini onesti, che svolga azioni di controllo in merito all’utilizzo dei fondi medesimi. Basta soprusi, basta parassiti e basta politici in odore di mafia! Non vi è dubbio alcuno che bisogna vigilare e dare conto dell’operato, relativamente all’utilizzo, nel Sud Italia, dei fondi elargiti dall’Europa alla nostra nazione perché rinasca economicamente, socialmente e culturalmente. I meridionali onesti temono che le mafie siano già all’opera per accaparrarsi, nei modi a loro più consoni, i soldi del Recovery Fund, destinati al Mezzogiorno d’Italia. Non si può negare, difatti, l’esistenza di connivenza tra le mafie e alcuni politici del Sud, ben noti. Ed allora il Governo intervenga subito affinché si sostituiscano tali politici, in odore di mafia, con altri politici o con organismi di vigilanza che controllino la destinazione dei fondi.

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Il Sud Italia per risollevarsi ha bisogno di politici che abbiano a cuore le sorti del popolo meridionale. Ed è per tale ragione che, laddove vi siano sospetti in merito all’onestà di alcuni politici, si pongano in essere misure di controllo, finalizzate anche alla loro sostituzione con altri politici, di cui è nota la trasparenza, i quali provengano anche da altre regioni e che non siano mai venuti a contatto con associazioni di stampo mafioso. Si tratta di un’azione necessaria per salvare il Meridione d’Italia, impedendo alle mafie ogni possibilità di accaparrarsi i soldi del Recovery Fund. I progetti a favore dello sviluppo del Sud Italia hanno bisogno di tutela e rigorosa sorveglianza affinché siano realizzati, come l’Unione Europea ha deciso, per rendere effettiva la solidarietà economica, elargita a favore di un’economia che risollevi i territori europei bisognosi di aiuto, per fare in modo che da essa possano trarre beneficio anche le generazioni future. E’ ben noto agli economisti, il cui talento è indiscutibile, che l’impegno per lo sviluppo del Meridione d’Italia rappresenta uno tra i progetti primari perché sia garantita l’ unità della nazione italiana non solo politica, ma soprattutto economica e morale. Non si può negare, in alcun modo, che vi è sviluppo solo se vive la trasparenza e l’onestà.

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