Pnrr, Gentiloni condivide l’ipotesi Meloni smentendo Letta

Pnrr, Gentiloni condivide l’ipotesi Meloni smentendo Letta
Enrico Letta, Giorgia Meloni e Paolo Gentiloni
20 agosto 2022

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni parla di revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il Commissario europeo per gli Affari economici, Paolo Gentiloni, è d’accordo “se ci sono correzioni da fare e se sono necessarie”, quindi “si fanno in corsa”. E ciò mentre il segretario del Pd, Enrico Letta, boccia la proposta meloniana affermando che “la rinegoziazione non è la strada da percorrere”. In sostanza, il Dem Gentiloni condivide l’idea della Maloni, smentendo Letta. “Per tutti Paesi europei attuare” il Pnrr “è assolutamente necessario”.

Quindi se le correzioni sono necessarie “si fanno in corsa” ha detto Gentiloni, a margine di un dibattito al Meeting di Rimini. “L’appello della Commissione europea è: attuiamo questo programma – ha aggiunto -. Mai come oggi, quando la crescita è minacciata, l’inflazione e i costi dell’energia preoccupano le famiglie e le imprese, è fondamentale disporre di queste risorse. Possiamo discutere con i diversi governi e molti ce lo stanno chiedendo qualche concreto aggiustamento di alcuni aspetti. Ma non si ricomincia da zero, si va avanti, e se ci sono correzioni da fare, se sono necessarie, si fanno in corsa perché per tutti Paesi europei attuare questo programma è assolutamente necessario”. 

Il commissario europeo per gli Affari economici ha ricordato che “come economia europea stiamo attraversando acque piuttosto agitate, con un’inflazione a livelli senza precedenti, costi di energia senza precedenti”. “Ma abbiamo ancora la possibilità di scommettere sul fatto che un certo livello di crescita possa essere difeso e un certo livello di occupazione che attualmente è piuttosto alta possa essere conservata – ha proseguito -. Da cosa dipende questa scommessa, questo ottimismo che credo dobbiamo a tutti i costi conservare? – ha domandato il commissario Ue -. Dal fatto che, oltre all’iniziativa dei diversi Paesi, c’è questo grande programma comune di investimento e di riforme europeo”.

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In un intervento pubblicato dal quotidiano Il Messaggero ventiquattro ore prima, la Meloni aveva dichiarato che “il Pnrr è uno strumento prezioso per l’Italia: 191 miliardi, di cui 69 a fondo perduto e 122 a prestiti. Un peso che rischia di gravare soprattutto sui nostri figli che potrebbero pagare il prezzo di eventuali scelte sbagliate. Tanto più che siamo in ritardo”. Ecco allora “la necessità di una revisione del Pnrr, dando seguito a una proposta oggetto di riflessione nel mondo imprenditoriale e produttivo e all’interno del collegio dei Commissari Ue”. La presidente Fdi, tra l’altro, aveva sottolineato che “la regione del Pnrr dovrà essere priorità del prossimo governo” evidenziando che “parliamo di un’opzione consentita dal Regolamento europeo di attuazione di Next Generation Ue”. 

“Di questa proposta – denunciava – se ne è parlato in modo a volte in preciso e altre strumentale, agitando lo spettro che se accadesse l’Italia perderebbe le risorse europee. Non è così”, aveva assicurato la candidata premier in pectore del centrodestra. E in ogni caso “Fdi è consapevole dell’importanza del Pnrr e sa bene che queste risorse non possono essere sprecate, come troppe volte successo con le risorse ordinarie Ue”. Detto questo “serve aggiornare il Pnrr”. E “se gli italiani ci daranno fiducia è nostra ferma intenzione creare le condizioni perché queste risorse favoriscano concretamente crescita, sviluppo e innovazione dell’Italia, nel rispetto del Regolamento Ue e d’intesa con la Commissione”. 

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Dichiarazioni su cui è arrivata la replica di Letta. “La rinegoziazione – ha sottolineato il segretario Pd – non è la strada da percorrere. Il Piano va attuato così com’è. Piuttosto, bisogna far applicare quelle regole del Pnrr che consentono aggiustamenti di carattere attuativo. Chiedere di ritoccare il Pnrr – ha affermato – dimostra ancora una volta ancora la scarsa conoscenza dei meccanismi decisionali europei” e ancora più “denota la volontà di distruggere la reputazione e il credito guadagnati in Europa dal Governo Draghi”. “Candidarsi a governare l’Italia – ha concluso Letta – annunciando di smontare quanto di buono è stato impostato prima è irresponsabile: lede gli interessi della Nazione e mortifica quelli dei cittadini”. Insomma, Letta sembra aver perso un’ennesima occasione per tacere. 

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