Von der Leyen a Roma da Draghi: il Pnrr ottiene il “bollino” Ue

Von der Leyen a Roma da Draghi: il Pnrr ottiene il “bollino” Ue
Ursula von der Leyen e Mario Draghi
22 giugno 2021

Arriverà oggi, con una decisione per procedura scritta ormai scontata, il primo via libera della Commissione europea al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) dell’Italia, che sarà finanziato per 191,5 miliardi di euro dal fondo europeo Rrf (“Recovery and Resilience Facility”, con 68,0 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in presiti) più 30,6 miliardi dal “Fondo complementare” nazionale. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen consegnerà personalmente al presidente del Consiglio Mario Draghi, sempre oggi a Roma, il Pnrr italiano con il “bollino” dell’Esecutivo comunitario che ne certifica la rispondenza a tutti i criteri previsti per poter beneficiare dei fondi Ue.

Il via libera della Commissione consiste, in sostanza, in una valutazione positiva del piano nazionale, sotto forma di “decisione di attuazione” (“implementing act”), che viene sottoposta al Consiglio Ue per l’approvazione finale, entro un mese. A Roma il premier le farà fare un sopralluogo di Cinecittà, cantiere del cinema italiano ed internazionale, anch’esso aiutato dai fondi comuni a ritrovare il lustro di una volta. Su undici capitoli esaminati, la valutazione del Pnrr italiano conterrà dieci A. Per la Commissione “rappresenta una risposta bilanciata e completa alla situazione economica e sociale”, e “contribuisce in maniera efficace ad affrontare le sfide identificate dalle raccomandazioni” specifiche della Ue. Inoltre “rafforza il potenziale di crescita, la creazione di posti di lavoro, e la resilienza economica, sociale ed istituzionale”. Le misure poi “non arrecano danni” agli obiettivi ambientali della Ue, cioè non si contraddicono, e contribuiscono in modo efficace sia alla transizione energetica che a quella digitale.

Avranno inoltre un “impatto duraturo” sull’Italia che è anche riuscita ad assicurare un “efficace monitoraggio” dell’attuazione del piano. Anche il meccanismo di controllo anti-frodi è giudicato efficace. Infine, tutte le misure del Pnrr sono “coerenti”. In tutti questi aspetti, definiti dal regolamento del Recovery fund, all’Italia viene assegnata una A. L’unica B riguarda la voce ‘Costi’, come per tutti gli altri Paesi. Nessuno è riuscito infatti a rispettare le rigide indicazioni sulla definizione del ‘Costing’ delle misure, e quindi le stime si sono perlopiù basate su costi di misure simili, come nel caso del Pnrr italiano. Bruxelles rileva poi che il piano è “ben allineato” al Green Deal, con il 37% di misure indirizzate alla transizione climatica, tra cui progetti di efficientamento energetico degli edifici (Superbonus) e per favorire la concorrenza nel mercato del gas e dell’elettricità.

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Al digitale è dedicato invece il 25% del piano, con misure per la digitalizzazione delle imprese, incentivi fiscali per la transizione 4.0, la banda larga e il sostegno a ricerca e innovazione. Sempre oggi, Von der Leyen si recherà anche in Lettonia e in Germania, per consegnare ai rispettivi capi di governo i loro piani nazionali “promossi” dalla Commissione, come è già successo oggi per i Pnrr di Austria e Slovacchia, e la settimana scorsa per quelli di Portogallo, Spagna, Danimarca, Lussemburgo, Grecia. Mercoledì, poi, è previsto che tocchi anche alla Francia e al Belgio. Questi 12 Stati membri dovrebbero poi ricevere l’approvazione definitiva dal Consiglio Ue (in questo caso l’Ecofin) alla riunione di luglio, prevista il 13. Se necessario, la presidenza di turno slovena del Consiglio Ue potrà convocare una riunione straordinaria supplementare, sempre a luglio, per completare l’approvazione di tutti e 12 i Pnrr. L’approvazione del Consiglio permetterà l’erogazione, probabilmente già durante l’estate, del prefinanziamento, pari al 13% del totale dei fondi europei previsti per ogni piano nazionale. Per l’Italia sono quasi 25 miliardi di euro.

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