Ponti, selfie e “faccia concentrata”: Toninelli recordman delle gaffe

Ponti, selfie e “faccia concentrata”: Toninelli recordman delle gaffe
Il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli
26 settembre 2018

E’ crollato un ponte, e Danilo Toninelli, mentre gli sfollati di Genova da settimane attendono di avere ancora un tetto, continua a sfornare idee e progetti come se dovesse ricostruire l’intero capoluogo ligure. L’ultima bozza del ministro delle Infrastrutture, punta a sostituire il ponte Morandi con un viadotto “multilivello e multifunzione” corredato da un passaggio urbano dove realizzare “una animata galleria commerciale e tantissimi ristoranti”. Per dirla con Toninelli, serve costruire “un ponte sotto il quale si passeggia, si socializza e si mangia”. La bozza di progetto del ministro pentastellato non solo non sembra riscuotere gradimento, soprattutto tra i genovesi, ma si trasforma in un assist per i social che vengono subito inondati da eventi ludici o gastronomici organizzati per schernire l’ipotesi dell’esponente dell’esecutivo verdegiallo.

E così si legge dalla “Grigliata di Ferragosto sul nuovo Ponte Morandi con Toninelli”, già fissata per il 15 agosto 2019, alla “Pasquetta sul nuovo ponte”, fino a “Giocare e poi abbuffarsi sul nuovo ponte” e al “Picnic sul nuovo ponte” e via discorrendo. Un fatto è certo, al 44enne di Soresina, pur essendo laureato in Giurisprudenza, non manca lo spirito creativo. Ora la parola passa agli ingegneri. A noi non resta che registrare l’ennesima sortita di un ex assicuratore che si trasforma in gaffe. E di gaffe, da quando è ministro, Toninelli ne ha collezionate, scatenando, come sempre, dibattiti e commenti al vetriolo sui social. Uno degli ultimi scivoloni risale a una decina di giorni fa, quando il ministro pubblica una foto su Instagram e che lo ritrae al fianco dei suoi bambini con un nuovo taglio di capelli e il barbiere che fa capolino alle sue spalle.

“Ho revocato la revoca della concessione al mio barbiere” aveva inizialmente scritto l’ex carabiniere nella didascalia che accompagnava lo scatto – didascalia poi prontamente rimossa – con un riferimento ironico al tema delle concessioni autostradali, diventato centrale dopo il crollo del ponte Morandi. In precedenza, aveva tenuto banco, per diversi giorni, un altro tweet di Toninelli, manifestatosi altro scivolone, in quanto la sua ricostruzione dei fatti era falsa: “È incredibile leggere di Autostrade che chiede ai suoi dipendenti di devolvere parte dello stipendio per risarcire le vittime di Genova. Scaricare i costi del disastro sui lavoratori è ignobile”. Sembra che ce la stia mettendo tutta, l’esponente grillino, per conquistarsi una nomination per un passo indietro in un eventuale rimpasto di governo. In molti, infatti, all’interno dell’esecutivo gialloverde cominciano a prenderne le distanze. All’interno dello stesso M5s, in tanti non tollerano la sua troppa esposizione mediatica: sempre in tv e sui social. Sarebbe anche nel mirino di Luigi Di Maio che finora, dal suo ministro delle Infrastrutture, pare abbia collezionato più dolori che gioie.

E ancora gaffe. Indimenticabile il sorriso di Toninelli con il plastico del ponte Morandi a Porta a Porta. Scena che ha scatenato, puntualmente, una bufera sulla Rete subito animata da raffiche di cinguettii, post, like, foto, e faccine tutti dedicati alla partecipazione del ministro al programma di Vespa. “Ma poi scusate… – si interrogano in un tweet – ma secondo i dettami di Casaleggio Porta a Porta non era il male assoluto, la terza camera della Casta?”. “Il bello è che i grilloidi prima di andare al potere odiavano Vespa e i suoi plastici – rincara la dose un altro -. Adesso sono fissi a Porta a Porta, si fanno selfie sorridenti col plastico di un ponte crollato alla faccia delle vittime”. “2 domande: era necessaria la foto ricordo? e soprattutto… che c.. c’era da ridere?” si chiedono in un battibecco di tweet, mentre c’è chi nota che l’espressione del ministro “sembra dire: ciao mamma, guarda come mi diverto”. Tanto che a un certo punto, lo stesso Toninelli è stato costretto a rispondere sui social: ”Ho sofferto e soffro ogni giorno per Genova e per i genovesi. Dal 14 agosto lavoro incessantemente per ridare dignità ad entrambi”. Ora, però, è il momento di mettere in mano la cazzuola.

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