Portogallo alle urne per le presidenziali nonostante il coronavirus

Portogallo alle urne per le presidenziali nonostante il coronavirus
24 gennaio 2021

Oggi il Portogallo va alle urne per le elezioni presidenziali, nonostante la difficile situazione epidemiologica legata al coronavirus. Complice anche la necessità di una riforma costituzionale che ne permettesse lo spostamento, la data del voto è rimasta quella prevista del 24 gennaio, cioè oggi. Le previsioni però sono di una notevole quanto comprensibile astensione, non solo per timore del contagio ma anche perché l’uscente Marcelo Rebelo de Sousa è praticamente sicuro della rielezione già al primo turno, con il 60% delle intenzioni di voto; un eventuale ballottaggio è fissato per il 14 febbraio.

Non che le alternative abbondino: il voto postale non è previsto, mentre è possibile quello anticipato al quale hanno fatto ricorso 250mila elettori: pochi, rispetto ai nove milioni di aventi diritto. Le autorità sono corse ai ripari aumentando il numero dei seggi e permettendo il voto a domicilio ai malati in isolamento e ai residenti nelle Rsa; ma chiunque sia risultato positivo nei dieci giorni precedenti alla data dello scrutinio non potrà esercitare il proprio diritto. Malgrado tutto questo si prevede un tasso di astensione fra il 60% e il 70% (nel 2016 peraltro superò il 50%).

A correre per la presidenza sono sette candidati: i possibili sfidanti del conservatore Marcelo per un eventuale ballottaggio sono la socialista Ana Gomes – che si presenta come indipendente, poiché una buona parte del suo partito appoggia il presidente uscente – e il candidato dell’ultradestra, André Ventura, accreditati rispettivamente del 13% e dell’8% delle preferenze. I poteri del presidente non sono semplicemente onorifici in Portogallo: può infatti opporre il veto alle leggi e indire elezioni, e – particolare importante in epoca di pandemie e lockdown – dichiarare lo stato di emergenza e le eventuali proroghe, anche se con il nulla osta parlamentare.

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