Pronta al lancio in Florida la sonda Esa “Solar Orbiter”

5 febbraio 2020

Nonostante qualche giorno di rinvio dovuto a problemi tecnici e alle condizioni meteo non proprio ottimali, in Florida fervono i preparativi per il lancio della sonda Solar Orbiter (SolO) che andrà a studiare il Sole. La partenza, al momento, è fissata per domenica 9 febbraio alle 23.03 ora locale (le 5:03 di lunedì 9 febbraio in Italia) dalla rampa 41 della US Air Force Station di Cape Canaveral, con un razzo Atlas V. Solar orbiter è una missione guidata dall’Agenzia spaziale europea (Esa) con una forte partecipazione della Nasa che garantirà le prime vedute delle inesplorate regioni polari del Sole da alte latitudini, fornendo una visione senza precedenti di come funziona la nostra stella e indagando sulla connessione Sole-Terra.

Ci aiuterà a comprendere meglio le origini dell’universo e delle sue leggi fisiche, come funziona il sistema solare, come si siano formati i pianeti e come sia comparsa la vita sulla Terra, lavorando anche assieme alla sonda Parker Solar Probe della NASA, in orbita dal 2018. Nel corso della missione, la sonda sfrutterà la gravità di Venere per avere la spinta per uscire fuori dal piano del Sistema Solare, con un’inclinazione di 25° che diventeranno 34° entro il 2030, al termine della missione estesa. Impiegherà circa 2 anni per raggiungere la sua orbita ellittica con un punto più vicino al Sole (afelio) di “soli” 42 milioni di Km, il 28% della distanza media Terra-Sole che è di circa 150 milioni di KM.

La tecnologia all’avanguardia dello scudo termico, denominata Solar black, garantirà che gli strumenti scientifici della navicella siano protetti da calore e radiazioni, con temperature di oltre 500°, fino a 13 volte il riscaldamento dei satelliti in orbita terrestre. Importante la partecipazione italiana alla missione, attraverso l’Asi, l’Agenzia spaziale italiana, le università di Firenze, Genova, Padova, Urbino e Torino, l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), il Cnr e soprattutto l’industria aerospaziale nazionale con Leonardo che ha fornito due sensori di assetto stellare per permettere alla sonda di orientarsi nello Spazio, e Thales Alenia Space che ha fornito proprio lo Scudo termico per conto di Airbus Defence and Space e il coronografo Metis, in consorzio con OHB Italia.

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