Economia

Proroga sospensione Patto stabilità, la Germania si mette di traverso

La decisione sulla proroga anche al 2023 della sospensione del Patto di stabilità è molto vicina. Serve ancora un passaggio presso i ministri delle Finanze, ma la misura con ogni probabilità sarà presentata lunedì prossimo, assieme al pacchetto di primavera per il semestre europeo. L’accordo di massima nel frattempo sarebbe stato trovato all’interno del collegio dei Commissari, mentre la decisione potrebbe essere presentata ai ministri delle Finanze dell’Eurozona lunedì all’Eurogruppo. Ma la Germania già si è messa di traverso. Il ministro delle Finanze Christian Lindner: la questione sul se proporre una proroga della clausola sospensione del Patto di stabilità “spetta alla Commissione europea, noi siamo a favore di una decisione basata sui dati e secondo noi i dati non forniscono alcuna evidenza della necessità di continuare a sospendere queste regole”. Per il ministro tedesco un fatto è certo: “La Germania non ne farà uso”. In altri termini, secondo Lindner, “la Germania il prossimo anno si atterrà alla regola del pareggio di Bilancio previsto dalla nostra costituzione. E pianifichiamo l’uscita dalla politica di bilancio espansiva”.

Anche per il ministro dell’Economia, Daniele Franco, la decisione sulla proroga della sospensione del Patto di stabilità è molto vicina e sulla quale tutti convergeranno. “La reazione dei vari Paesi Ue è stata abbastanza simile: molti sono intervenuti sui costi dell’energia per le famiglie, sui carburanti e lo hanno fatto anche dei Paesi cosiddetti ‘falchi’”, ha detto Franco. “Sulle politiche di bilancio c’è convergenza sul fatto che i Paesi debbano continuare sulle traiettorie dei saldi definiti”, ha proseguito. La clausola generale di sospensione era stata attivata per la prima volta nella storia del Patto di stabilità il 20 marzo 2020, per far fronte alle conseguenze economiche della pandemia di Covid-19 e delle misure di restrizione negli Stati membri. La Commissione Ue allora aveva annunciato che sarebbe stata disattivata alla fine del 2022, ma l’impatto sull’economia europea dell’invasione russa dell’Ucraina e l’attuale fase di incertezza sul futuro immediato hanno cambiato drammaticamente le circostanze e le attese di un ritorno alla normalità, tanto da giustificare un’ulteriore proroga della sospensione.

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