Prove kermesse unitaria, ma Casapound irrita moderati

Prove kermesse unitaria, ma Casapound irrita moderati
Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi
26 febbraio 2018

Il tentativo in corso nel centrodestra e’ quello di realizzare una manifestazione unitaria, che non sia appannaggio di un singolo partito. Nessun logo su candidati premier, “una kermesse di tutti”. Nella coalizione si sta discutendo sulle regole d’ingaggio riguardo l’iniziativa programmata da Salvini e Meloni per il 1 marzo. “Giovedi’ alle 18 all’Atlantic dell’Eur ci saranno Berlusconi, Meloni, quarta gamba e tutte le gambe del mondo”, afferma Salvini. Il Carroccio fa capire che non saranno previste prove di forza e Berlusconi ha dato nei giorni scorsi una disponibilita’ di massima. Il Cavaliere e’ dunque tentato: salire sullo stesso palco con gli alleati potrebbe dare una prova di compattezza alla vigilia del voto ma anche permettere all’ex presidente del Consiglio di rivendicare il suo ruolo di king-maker della coalizione. Ma in FI molti frenano. Il ricordo va alla manifestazione dell’8 novembre del 2015 a Bologna quando l’ex premier si prese anche qualche fischio dalla platea presente. La preoccupazione dei vertici azzurri, riferiscono fonti parlamentari, e’ che ci possa essere una piazza ‘sovranista’ e che Lega e Fdi possano attrarre voti e superare il partito azzurro nella competizione tutta interna che si gioca nel centrodestra. Il nodo si dovrebbe sciogliere nelle prossime ore. Per ora i partiti del centrodestra sono andati in ordine sparso: Fdi e’ sceso in piazza a Roma per firmare il ‘patto anti-inciuci’, sabato scorso la Lega ha radunato le truppe a Milano e domenica Berlusconi ha riempito il teatro Manzoni.

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Tra i parlamentari del Carroccio sotto traccia c’e’ chi lamenta che la kermesse di sabato sia stata in qualche modo boicottata dai mass media, anche da parte delle tv berlusconiane. Intanto nel partito di via Bellerio e’ sempre piu’ scontro tra Salvini e Maroni: “La Lega non puo’ cancellare ‘Prima il nord'”, afferma il presidente della Lombardia che poi definisce Tajani “un ottimo premier”. Ma il partito di via Bellerio e’ nel mirino dei moderati della coalizione per l’endorsment di Casapound: “Siamo pronti ad appoggiare un programma sovranista che ci porta fuori dall’euro e contro l’immigrazione clandestina – ha sottolineato il candidato Di Stefano -. Ma senza Tajani premier e Brunetta all’Economia”. “Dopo il 5 marzo incontro tutti”, la risposta di Salvini. “Ma cosi’ si apre una questione seria”, afferma un esponente del centrodestra. Irritati soprattutto i ‘big’ di Noi con l’Italia. Prima del voto in ogni caso la strategia nel centrodestra e’ quella di abbassare i toni. Nessun attacco diretto tra Berlusconi e Salvini, con Giorgia Meloni che pero’ incalza il Cavaliere affinche’ citi il nome del suo candidato premier. FI e’ convinta che il centrodestra avra’ la maggioranza di sicuro al Senato e che i numeri saranno tali da poter governare.

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“Solo noi porteremo in Parlamento 80 senatori e 140 deputati”, la previsione dei big azzurri. Il piano ‘B’ prevede di agganciare in Parlamento moderati di altri partiti (anche della lista di Emma Bonino qualora raggiunga il 3%) o delusi di Pd e Cinque stelle per poter raggiungere una quota maggiore di parlamentari. E cercare di portare a casa subito la partita sulla presidenza del Senato. Nel caso di pareggio la tesi e’ quella di ribadire la necessita’ di nuove urne, ma il convincimento e’ che Mattarella difficilmente portera’ il Paese presto a nuove elezioni. Per questo motivo nelle forze di centrodestra si ragiona su cosa fare nell’ipotesi di una impasse. In FI c’e’ chi non esclude un governo di tutti per l’unita’ nazionale, oppure di poter contare sul Pd qualora raggiunga il 28% con l’apporto di +Europa. Ma l’imperativo al momento e’ quello di puntare tutte le proprie fiches su una vittoria ampia. “L’Italia non puo’ aspettare ha bisogno di un governo capace di fare subito i provvedimenti per le tante emergenze manifestate, abbiamo peso troppo tempo con questi governi di sinistra che non abbiamo mai votato”, ha affermato Berlusconi.

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