Qatargate, Procura belga conferma tre fermi

Qatargate, Procura belga conferma tre fermi
Francesco Giorgi, Eva Kaili e Pierantonio Panzeri
14 dicembre 2022

Con un comunicato stampa relativo allo scandalo ribattezzato dalla stampa “Qatargate”, la Procura di Bruxelles ha annunciato questo pomeriggio il fermo preventivo di due indagati italiani, oltre a quello attuato con la modalità del braccialetto elettronico per un terzo italiano. “Nell’ambito di un’indagine su larga scala condotta dalla Procura federale e dalla Polizia federale, relativa a presunti atti di organizzazione criminale, corruzione e riciclaggio di denaro, tre persone sono comparse oggi davanti alla camera di consiglio del Tribunale di primo grado di Bruxelles”, riferisce il comunicato stampa. “Con ordinanza emessa questo pomeriggio – continua la nota -, la Camera di consiglio ha confermato il fermo preventivo di F.G. e P.P.”, che possono essere identificati nell’assistente europarlamentare Francesco Giorgi e nell’ex eurodeputato Pierantonio Panzeri.

“Anche N.F-T rimane detenuto ma secondo le modalità del braccialetto elettronico”, precisa il comunicato. In questo caso si tratta di Niccolò Figà-Talamanca, segretario generale della Ong “No Peace Without Justice”. “A causa di un rinvio da lei richiesto, l’imputata E.K. non era presente all’udienza odierna; comparirà davanti alla Camera di consiglio il 22 dicembre”, aggiunge la nota, con riferimento alla ex vicepresidente greca del Parlamento europeo Eva Kaili, destituita ieri con un voto dell’Assemblea a Strasburgo. Il comunicato della Procura precisa che se entro 24 ore viene presentato ricorso contro queste decisioni, le persone interessate compariranno dinanzi alla “Chambre des mises en accusation” presso la Corte d’appello di Bruxelles entro quindici giorni.

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In una prima versione del comunicato, poi ritirata e corretta, invece delle iniziali P.P. di Panzeri erano state erroneamente riportate le iniziali L.V., che potrebbero riferirsi a Luca Visentini, segretario generale della confederazione mondiale dei sindacati (“International Trade Union Confederation”). Nei giorni scorsi indiscrezioni della stampa belga avevano parlato di un coinvolgimento di Visentini nelle indagini, ma non sono mai giunte conferme ufficiali dalla Procura. Intanto, lo scandalo Qatargate non sarebbe circoscritto solo ai quattro fermati ma riguarderebbe diversi europarlamentari a libro paga del Qatar. È una delle ipotesi dell’inchiesta della procura federale di Bruxelles che indaga sulla presunta corruzione per ‘moderare’ la posizione del Parlamento europeo sulle violazioni di diritti umani nell’emirato del Golfo. Un’inchiesta che tra il mandato d’arresto europeo per la moglie e la figlia dell’ex eurodeputato Antonio Panzeri e un ordine di investigazione europea ha coinvolto anche gli inquirenti italiani. 

Il Qatargate è un’indagine scattata dall’attività dei servizi segreti belgi, nell’ambito della loro azione contro le minacce da Stato estero. Il tutto già nel 2021, dando il via a un’operazione nella massima segretezza, a cui hanno partecipato i servizi di intelligence di altri cinque Paesi, e che si è ‘conclusa’ con una perquisizione segreta in casa dell’ex eurodeputato italiano, Antonio Panzeri. Prima di venerdì scorso, gli agenti vi erano già entrati, di nascosto, e avevano scoperto 700 mila euro in contanti. È stato il momento in cui hanno deciso di affidare il tutto, nel luglio scorso, al giudice belga che ha condotto l’inchiesta che è sfociata nell’arresto, tra gli altri, di Panzeri ed Eva Kaili, l’ex vice presidente del Parlamento europeo.

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