Il Comitato etico della Camera censura Delmastro. Sanzionati 32 deputati Pd-M5S-Avs

Delmastro

Andrea Delmastro delle Vedove

Il Comitato etico della Camera ha disposto una sanzione di natura reputazionale nei confronti di Andrea Delmastro. Al centro del provvedimento risiede l’omessa comunicazione delle quote possedute nella società “Le cinque forchette”, compagine che gestisce la “Bisteccheria d’Italia”.

Nonostante un’integrazione documentale tardiva, la censura verrà letta in Aula dal Presidente Lorenzo Fontana, sancendo una macchia formale sul profilo del parlamentare.

Il nodo delle mancate dichiarazioni

La trasparenza patrimoniale non è un’opzione, ma un obbligo regolamentare per ogni eletto. Il caso Delmastro esplode nel momento in cui i controlli interni di Montecitorio incrociano i dati della società “Le cinque forchette”. L’ex sottosegretario non aveva segnalato la propria partecipazione nella struttura che controlla la nota “Bisteccheria d’Italia”.

Il rilievo non è meramente burocratico. La gestione del locale fa capo a Miriam Caroccia, figura che riporta l’attenzione su vicende giudiziarie delicate. Il padre della donna, Mauro Caroccia, è infatti indicato dagli inquirenti come un presunto prestanome operativo su Roma per conto del clan senese.

La reazione del collegio consultivo

Il tentativo di sanare la posizione attraverso una comunicazione tardiva non ha prodotto gli effetti sperati dall’esponente politico. Il Comitato etico ha valutato l’integrazione come un atto dovuto ma insufficiente a cancellare l’omissione originaria.

La sanzione scelta, definita “reputazionale”, mira a colpire l’immagine pubblica del deputato piuttosto che il suo portafogli. È un segnale politico preciso. La pubblicazione del verdetto sul sito istituzionale della Camera trasforma una dimenticanza tecnica in un caso di rilevanza nazionale, sottolineando la gravità della mancata sorveglianza sui propri interessi economici e sulle connessioni societarie potenzialmente opache.

Lettura della censura in aula

L’epilogo della vicenda si consuma sotto i riflettori dell’emiciclo. Spetta al Presidente Lorenzo Fontana dare lettura ufficiale del provvedimento, un rituale che conferisce alla sanzione un peso specifico superiore a qualsiasi nota stampa. La comunicazione in Aula rappresenta il massimo grado di esposizione per un parlamentare, un monito che resta agli atti della legislatura.

La vicenda solleva interrogativi sulla catena di controllo che circonda i vertici dei partiti, evidenziando come la negligenza nella rendicontazione patrimoniale possa tradursi in un danno politico diretto, specialmente quando si intreccia con nomi vicini alle cronache giudiziarie della Capitale.

Sanzionati 32 deputati Pd-M5S-Avs

L’ufficio di presidenza di Montecitorio ha anche disposto cinque giorni di interdizione dai lavori parlamentari a 22 deputati dell’opposizione (di cui 10 del Pd, 8 M5S e 4 di Avs) che il 30 gennaio avevano occupato, sedendosi “al banco degli oratori”, la sala stampa della Camera per bloccare la conferenza stampa, ‘ospitata’ dal leghista Domenico Furgiuele, di Casapound, il Fronte Skinheads, la Rete dei patrioti e Brescia ai bresciani.

E quattro giorni di sospensione per altri dieci deputati che hanno occupato la sala e “di fatto impedito lo svolgimento dell’iniziativa del deputato Furgiuele”. Lo ha stabilito l’ufficio di presidenza di Montecitorio, con un voto a maggioranza e durante una seduta molto animata.