Referendum in Grecia, che succede in Italia? Il Tesoro mette le mani avanti

Referendum in Grecia, che succede in Italia? Il Tesoro mette le mani avanti
5 luglio 2015

E ora che succede in Italia? La domanda comincia a circolare insistentemente. Soprattutto dopo il successo del “no”: Anche per questo il ministero dell’Economia corre i ripari e rassicura: “L’Italia è un Paese con un forte avanzo primario, un deficit inferiore al 3% e una traiettoria in discesa, e una ripresa economica che tende a rafforzarsi e contribuirà a spingere in discesa anche il debito. Soprattutto è un Paese che ha fatto e sta facendo profonde riforme strutturali che rendono la nostra economia più competitiva”.

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Insomma sui mercati ci sarà, inevitabilmente, della “volatilità” ma, sottolineano a XX Settembre, “abbiamo buoni motivi per avere fiducia. A metà anno il Tesoro ha fatto emissioni superiori al 50% del nostro fabbisogno a tassi molto bassi, il nostro piano di medio periodo è stato ispirato a criteri prudenziali proprio per assorbire eventuali shock, e i rendimenti sono cresciuti ma in modo contenuto, non abbiamo visto le impennate dello spread che abbiamo conosciuto in passato”. Non solo ma l’attenzione del ministro, proseguono, “è concentrata soprattutto sui dati che vengono dall’economia reale: produzione, ordinativi e fatturato che vengono dall’industria e dagli altri settori dell’economia, e soprattutto l’andamento dell’occupazione, che è il vero obiettivo di lungo periodo del governo”.

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In questo scenario è la linea del governo, serve più Europa, anche sul piano politico. Tutti gli Stati membri dell’eurozona, evidenziano ancora al Mef, “sono impegnati a conservare l’integrità della moneta unica e quindi a recuperare la piena autonomia finanziaria della Grecia”. E proprio di questo discuteranno domattina il premier Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan.

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Il messaggio di Mattarella Anche il presidente della Repubblica interviene con una nota a commentare l’esito del referendum greco: “I cittadini greci hanno preso oggi, con il referendum, una decisione della quale occorre, in primo luogo, prendere atto con rispetto. Una decisione, tuttavia, che proietta, oltre ad Atene, la stessa Unione Europea verso scenari inediti, che richiederanno a tutti, sin d’ora, senso di responsabilità, lungimiranza e visione strategica. Quella stessa visione che ha condotto diciannnove Paesi all’adozione di una moneta comune, con la cessione di sovranità liberamente e consapevolmente scelta da parte di ciascuno stato aderente, sapendo che ogni modifica delle sue regole passa attraverso una discussione collegiale tra pari. La Grecia fa parte dell’Europa e, nei confronti del suo popolo, non deve venir meno la solidarietà degli altri popoli dell’Unione. Questi saranno certamente, nei prossimi giorni, i principi ispiratori dell’azione dell’Italia e mi auguro anche dei rappresentanti del popolo greco, degli altri partners europei e delle Istituzioni dell’Unione”.

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