Politica

Referendum, i Cinquestelle puntano su elettori del centrodestra e ‘popolo Brexit’

La ciliegina sulla torta potrebbe essere il No di Boris Johnson, il ministro degli esteri londinese, al referendum del 4 dicembre. Luigi Di Maio, l’asso nella manica su cui punta Grillo per la battaglia sulle riforme, la settimana prossima sara’ a Londra. Si sta lavorando ad un incontro con l’uomo che ha portato la Gran Bretagna a bocciare la permanenza nell’Unione europea. “Renzi e’ andato da Obama, noi andiamo da chi lo ha sconfitto”, riferiscono fonti parlamentari grilline alludendo alla visita del presidente americano a Cameron prima del voto sulla Brexit. La battaglia sulla consultazione popolare si combatte anche al di fuori dei confini italiani, visto che Grillo accusa la Ue di “tirare la carretta” a Renzi per paura del Movimento 5 stelle. Sara’ il ‘popolo della Brexit’, questo il convincimento nel Movimento, a dare il foglio di via a Renzi. Ma il premier ha messo nel mirino proprio la burocrazia delle istituzioni europee per avvicinare gli elettori del centrodestra. Proprio quegli elettori a cui guardano anche i pentastellati con lo scopo di alimentare il ‘fronte del no’. Si tifa perche’ Berlusconi scenda in campo, in quanto la consapevolezza anche tra i grillini, e’ che il Cavaliere possa trainare quel 10%, tra pensionati e altre categorie di riferimento. Ma la strategia M5s prevede, spiega un ‘big’ pentastellato, poca piazza. O meglio partecipazione ad iniziative degli attivisti, ma nessuna adunata in grande stile.

Anche alla luce delle poche persone accorse due giorni fa fuori Montecitorio dopo il rinvio della Pdl Lombardi sui costi della politica in Commissione. “Perche’ – questa la tesi – la gente non ne puo’ piu’ di essere tirata per la giacca sul referendum, si rischia di avere un risultato opposto a quello agognato”. Certo, Di Battista ora comincia il nuovo ‘tour’, i parlamentari gireranno “sui treni regionali e non sul Freccia rossa come fa il Pd”, ma la partita si gioca nel merito e senza sovraesposizioni. Di Maio, per esempio, fara’ qualche visita all’estero, incontrera’ la comunita’ italiana di alcune capitali europee, tra cui Francoforte e Berlino, girera’ per mercati ortofrutticoli ma incontrera’ anche imprenditori. “Ma noi – sottolinea un altro parlamentare M5s – cercheremo di occupare quegli spazi, anche televisivi, riempiti ora da figure della prima Repubblica, come D’Alema e De Mita, che fanno perdere voti”. La convinzione dei pentastellati e’ che il mondo della sinistra sia schierato per il no, sulla linea ‘difendiamo la Costituzione piu’ bella del mondo’, mentre il popolo del centrodestra sia disorientato. Tra il no di Brunetta e il ni di Parisi. La Lega in realta’ e’ ottimista sul fatto che il Cavaliere alla fine decida di partecipare ad un grande evento per il no, ma allo stesso tempo fonti dem sottolineano come la tattica dell’ex premier sia ben diversa, che il suo no sia tiepido e comunque incapace di spostare gli indecisi.

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