Regeni, pm Roma chiede processo per 007 egiziani indagati

Regeni, pm Roma chiede processo per 007 egiziani indagati
21 gennaio 2021

Chiesto il processo per il delitto di Giulio Regeni, il giovane ricercatore universitario friulano trovato senza vita sulla strada tra Alessandria ed il Cairo, in Egitto, il 3 febbraio 2016. Sotto accusa ci sono 4 agenti dei servizi di sicurezza. I reati contestati sono, a seconda delle singole posizioni, sequestro di persona pluriaggravato, concorso in omicidio aggravato e lesioni personali aggravate. Nei confronti di un altro 007 del Cairo è stata chiesta l`archiviazione. Dopo la chiusura indagini del 10 dicembre scorso quello di oggi è il passo avanti previsto dal codice e nella speranza che dall’Egitto qualcosa si muova.

La Procura di Roma in relazione al procedimento per il sequestro la tortura e l`omicidio di Giulio Regeni – si spiega in una nota – “non essendo intervenuto alcun fatto nuovo dopo la notifica dell`avviso 415 bis codice di procedura penale, ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio negli uffici del giudice dell`udienza preliminare nei confronti dei quattro cittadini egiziani appartenenti agli apparati di sicurezza già destinatari dell`avviso di conclusioni delle indagini”. Sotto accusa rispetto all`omicidio ed al sequestro di Giulio Regeni sono sotto accusa il generale Sabir Tariq, e degli ufficiali Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Helmi Uhsam, Ibrahim Abdelal Sharif Magdi. Nei confronti di quest`ultimo gli inquirenti hanno ipotizzato anche i delitti di concorso in lesioni personali aggravate, essendo stato introdotto il reato di tortura solo nel luglio 2017, nonché il delitto di concorso in omicidio aggravato”.

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I quattro ufficiali dei servizi di sicurezza egiziani hanno saputo di essere oggetto di una richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Roma? È questo l’interrogativo a cui in qualche modo dovrà cominciare a rispondere lo stesso giudice dell’udienza preliminare che dovrà vagliare l’incartamento sul sequestro e l’omicidio di Giulio Regeni. La rilevanza mediatica che si è registrata sul caso, anche in Egitto, potrebbe sciogliere il nodo imposto dall’ordinamento giudiziario. Il problema è connesso – si spiega a piazzale Clodio – alla certezza dell`avvenuta notifica ai quattro 007 del Cairo. I nomi degli indagati sono ormai noti, sotto accusa ci sono il generale Sabir Tariq, e gli ufficiali Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Helmi Uhsam, Ibrahim Abdelal Sharif Magdi.

Intanto l’udienza per il primo vaglio dibattimentale potrebbe essere fissata entro l’estate o la primavera inoltrata. Possibile che dall’Egitto arrivi una risposta a quella rogatoria che sinora è restata chiusa in un cassetto. Quell’atto, firmato dal procuratore capo Michele Prestipino e dal pm Sergio Colaiocco nell`aprile del 2019, ed il cui oggetto è stato più volte sollecitato nel corso degli incontri con le autorità giudiziarie del Cairo, è una delle chiavi per definire la vicenda.

 

 

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