Renzi attacca Grillo sui vaccini, contrattacca su Etruria. E il Pd ramazza a Roma

Renzi attacca Grillo sui vaccini, contrattacca su Etruria. E il Pd ramazza a Roma
15 maggio 2017

Il Movimento 5 Stelle ricarica le armi per una nuova offensiva, dalla richiesta di dimissioni di Maria Elena Boschi alla marcia per il reddito di cittadinanza, fino a prepararsi per la battaglia finale: quella elettorale, che avra’ un punto di inizio nell’annuncio del candidato premier. Una scelta che arrivera’ “in autunno”, spiega il capo del Movimento, Beppe Grillo, nel corso di un ampia intervista al Corriere della Sera. “Diverse personalita’ vedono ora in noi una proposta seria e affidabile e molti altri, anche ‘insospettabili’ si stanno avvicinando con grande rispetto e curiosita’”, sottolinea. Intanto, pero’ c’e’ da fare la legge elettorale: e’ possibile un accordo in Parlamento? “Con un sistema tripolare – afferma Grillo – ci vuole una legge che permetta la governabilita’ con la vittoria di una lista affinche’ possa realizzare il proprio programma senza pasticci, ammucchiate e inciuci. Come dice Toninelli fondiamo il Legalicum con la proposta del pd Fragomeli (che prevede il premio al 37% e un doppio turno, ndr) cosi da dare certezza di governabilita’ “. La mobilitazione dei militanti avviene sul territorio, con la marcia per il reddito di cittadinanza di sabato prossimo.

“Abbiamo trovato i 17 miliardi di coperture necessari per garantire a tutti gli italiani di vivere al di sopra della soglia di poverta’. Secondo noi a ogni cittadino deve essere garantito questo diritto: su questo non si puo’ trattare. Se questa legge iniziasse a essere discussa in Parlamento sarebbe una vittoria straordinaria”, spiega Grillo, che non perde di vista l’affaire Etruria: “…aspettiamo la querela della Boschi a de Bortoli: no querela no party. Se non arriva si deve dimettere”, sostiene. Al Pd, che ha presentato un esposto relativo a profili fiscali del blog del leader genovese, Grillo dice: “Sono contento che abbiano fatto l’esposto cosi’ vedranno con i loro occhi che e’ tutto regolare e saranno loro stessi a doverlo dire e a doversi rimangiare le loro accuse infamanti: e’ la piu’ grande pubblicita’ che possano farmi. Li ringrazio di cuore. Noi aspettiamo ancora di sapere quanti soldi ha preso il Pd da Salvatore Buzzi e che restituiscano ogni centesimo dei miliardi di euro di finanziamento pubblico”.

La replica di Matteo Renzi arriva da uno studio televisivo. Un attacco a Beppe Grillo: chieda scusa sui vaccini. Un contrattato su Banca Etruria: un “bellissimo marketing” al libro di De Bortoli, ma ora “vediamo le carte” con una Commissione di inchiesta. Uno sguardo ai difficili mesi passati: “Avevo detto: se perdo lascio e ho lasciato. Avrei preferito evitare di perdere il referendum, ma mi è servito a ripatire da zero”. E uno al futuro: “Penso che sia meglio andare a votare alla scadenza naturale”, tra febbraio e maggio 2018 e “credo che andrà così”. E’ un segretario del Pd combattivo quello che si è presentato a “L’Arena” di Massimo Giletti, su Rai 1. Che non ha mancato di lanciare una frecciata all’amministrazione a 5 stelle capitolina. Con l’iniziativa del Pd sulla pulizia della città “ho visto che in questa settimana l’amministrazione comunale si è messa a lavorare bene: bisognerebbe farne più spesso”. La parte centrale dell’intervista però ha riguardato la spinosa vicenda dell’Etruria.

“Voglio che vengano fuori i fatti veri – ha detto Renzi – perché le persone oneste non hanno niente da temere dalla verità. Questo tema di Banca Etruria penso che torni ciclicamente, credo che su questa vicenda ci voglia grade chiarezza, se qualcuno dice che il mio governo ha fatto favoritismi io reagisco perché non è vero, perché ad esempio il padre della Boschi è stato commissariato da noi assieme a tutti gli altri amministratori”. “Le sembra possibile – ha chiesto retoricamente – che il problema delle banche in questo Paese sia una piccola banca di provincia ad Arezzo, le cui perdite valgono l’1,9 per cento delle perdite delle banche popolari? E non i veri scandali, clamorosi, che si sono stati, da Siena, alle banche venete, alle banche pugliesi. Allora dico: si faccia la commissione di inchiesta. Io voglio la verità, le carte”. Ma al tempo stesso non sono mancate le bordate al leader pentastellato. “Io non faccio polemiche con Grillo. Ma quando si attacca sulla mammografia, sulla scienza, sui vaccini, si sta mettendo in discussione i valori profondi dell’uomo. Grillo ha fatto degli spettacoli dicendo non vaccinatevi, o che la mammografia serviva a Rita Levi Montalcini, a Umberto Veronesi – ha proseguito il segretario del Pd -. Ci sono dei video scandalosi nella rete di Grillo. Non voglio far polemica: chieda scusa e dica ai cittadini ‘vaccinativi’. Perché la salute dei nostri figli è più importante di un voto”.

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