Ricercatori Usa, svelato mistero macchie mari lunari

14 giugno 2014

La Luna ha solo una faccia ”macchiata”, ed e’ quella che rivolge a noi. Dalla Terra, le immagini del nostro satellite mostrano una superficie dove spiccano zone piu’ scure, che gli antichi hanno chiamato con il termine latino maria. Mari, appunto, fatti non di acqua ma di ampie pianure basaltiche. E sull’altro lato? Sorprendentemente, come ricorda il notiziario online dell’Istituto nazionale di astrofisica, Media Inaf, non c’e’ nulla di tutto questo. Niente luci ne’ ombre, ma un unico colore uniforme. Tanto che gli astronomi hanno iniziato a parlare del ”lato oscuro della Luna”, dove l’oscurita’ in questo caso e’ riferita piu’ che altro al mistero: non si riusciva proprio a capire il motivo per cui i maria fossero presenti da una parte sola. Un gruppo di ricerca dell’Universita’ della Pennsylvania (Penn State) ha pero’ forse svelato l’arcano, che perdura dal 1959, per l’esattezza, quando la navicella sovietica Luna 3 trasmise le prime immagini del ”retro” lunare. Mostrando per la prima volta la quasi totale assenza di zone piu’ scure. Secondo gli astrofisici della Penn State, prosegue Media Inaf, le ragioni di questa differenza vanno ricercate molto indietro: fino alle origini della formazione lunare.

E’ opinione diffusa che la Luna sia nata poco dopo la Terra, come conseguenza di un devastante impatto sul nostro pianeta di un meteorite grande circa quanto Marte. Lo scontro avrebbe staccato dalla Terra un frammento gigante, che avrebbe poi formato il nostro satellite. In questa fase, la Luna era da 10 a 20 volte piu’ vicina alla Terra di quanto non sia ora, ma il suo periodo di rotazione non e’ piu’ cambiato. E cosi’ il nostro pianeta viene guardato sempre dalla stessa faccia lunare. Queste quindi le tre chiavi per svelare il mistero dei maria lunari: calore, distanza e lato esposto alla Terra. Partiamo dal calore. Poiche’ la Luna era molto piu’ piccola del pianeta terrestre, si e’ raffreddata anche piu’ rapidamente. Dal canto suo, la Terra continuava a essere bollente: la sua superficie misurava circa 2.500 gradi Celsius.

E qui entrano in gioco gli altri due ingredienti: la distanza Terra-Luna, relativamente piccola, fece si’ che la faccia lunare esposta – l’unica – mantenesse una temperatura comunque piu’ alta rispetto al lato non esposto. Un fatto cruciale per la formazione della crosta lunare, che contiene alte concentrazioni di calcio e alluminio: elementi molto difficili da far evaporare. Essendo il lato vicino della Luna ancora troppo caldo, questi metalli si sono condensati sul lato lontano, formando una crosta molto spessa. Il resto, spiegano i ricercatori della Penn State, l’hanno fatto i meteoriti: quando la Luna ha iniziato a subire l’impatto di vari oggetti celesti, il ”nostro” lato aveva una superficie molto piu’ sottile, che quindi veniva rotta piu’ facilmente. Al contrario, il lato opposto poteva essere intaccato molto meno, proprio grazie alla sua spessa crosta di calcio e alluminio. Svelato dunque il mistero dei maria: originati dall’impatto con i meteoriti, sarebbero zone lunari corrispondenti ai punti in cui la Luna e’ stata letteralmente scrostata, e per questo risultano piu’ in ombra.

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