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Salvini: “La Lega non cambia timone, libertà e missione al centro”

Matteo Salvini chiude la kermesse “Idee in movimento” di Rivisondoli con una risposta netta alle voci di un presunto cambio alla segreteria: la Lega resta salda, nessun passo indietro del leader. Di fronte ai militanti e ai simpatizzanti abruzzesi, il vicepremier rivendica la forza del movimento, la sua autonomia e il ruolo nel governo. “Mi trovo benissimo con Giorgia Meloni, ma la Lega è la Lega”, afferma, ribadendo lo spirito identitario del partito. Sul tavolo anche il nodo del tesseramento, la questione Digital Service Act e le polemiche dopo l’incontro con Tommy Robinson: Salvini non concede terreno, punta alla libertà come valore irrinunciabile.

Orgoglio identificativo e risposta alle polemiche interne

Da Rivisondoli Salvini liquida con una battuta le indiscrezioni che da anni ventilano ricambi al vertice: “L’unica cosa che è cambiata è il loro editore”, prende di mira alcuni quotidiani, mentre sottolinea compattezza e continuità della segreteria. È netto nel difendere la linea: “Se lo zaino si riduce di peso improduttivo, noi lo lasciamo agli altri. Non abbiamo bisogno di pesi improduttivi”. La porta resta aperta solo a chi condivide valori e principi: “Chi cena con noi sa che usiamo le posate e diciamo grazie e per favore. Il rispetto viene prima di tutto. Sono orgoglioso di confrontarmi anche con chi non la pensa come me”.

Salvini non risparmia frecciate a chi abbandona il movimento: “La storia insegna che chi esce dalla Lega finisce nel nulla”. E ancora: “Noi non siamo sul mercato. Siamo gente alla mano, ruspante, non addomesticabile, con un obiettivo chiaro. Se dovessi riassumerlo in una parola sarebbe: libertà”.

Rapporti con Meloni, tesseramento e ruolo di governo

La Lega, rimarca Salvini, resta pilastro essenziale nella coalizione guidata da Giorgia Meloni: “Mi trovo benissimo con Giorgia e con gli altri al governo, però la Lega è la Lega. In tre anni e mezzo: stabilità, continuità e serietà”. L’orgoglio di squadra emerge anche nel bilancio di tesseramento: “Abbiamo chiuso il 2025 con una crescita del 34%, grazie a voi”. E sottolinea la preparazione dei suoi: “Il miglior ministro dell’economia al mondo è un socio ordinario, militante della Lega, non viene dalla società civile”.

Non manca la risposta alle polemiche sull’incontro con Tommy Robinson, esponente dell’estrema destra britannica: Salvini difende la sua scelta e denuncia quello che definisce “legge bavaglio”, il Digital Service Act approvato dall’UE. “La Lega è stata l’unico partito in Parlamento a votare contro: domani potranno decidere cosa si può dire e chi può incontrare Salvini. Potrò incontrare chi fregio di incontro, se voglio fare battaglie comuni con qualcuno?”. Per Salvini la libertà resta baricentro: “Siamo un movimento, abbiamo una missione”.

Critiche a Zelenskyj e toni sul conflitto in Ucraina

Sul fronte internazionale, il leader della Lega risponde con toni duri alle ultime uscite del presidente ucraino Volodymyr Zelensky: “Dopo tutti i soldi, gli sforzi e gli aiuti, ha il coraggio di lamentarsi. Amico mio, stai perdendo la guerra, uomini, credibilità e dignità. Firma l’accordo di pace il prima possibile. Devi scegliere fra una sconfitta e una disfatta”.

La kermesse abruzzese si chiude con un Salvini che guarda al futuro senza tentennamenti. Ricorda gli anni difficili, le pressioni esterne e interne, ma rivendica la capacità della Lega di resistere e crescere: “Quando avevamo contro tutto e tutti hanno provato ad azzerarci, annientarci e imbavagliarci. Non ci sono riusciti”.

Con un messaggio diretto agli alleati e agli avversari: la Lega non cambia capitano, mantiene il proprio percorso autonomo e il diritto di scegliere le proprie battaglie. Un movimento saldo sul territorio, proiettato verso le prossime sfide politiche.

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Redazione