Gianpiero Samorì, segretario facente funzioni della Democrazia Cristiana, ha trascorso ieri l’intera giornata in Sicilia incontrando dirigenti provinciali e regionali del partito. Il vertice nazionale tenta di superare la recente crisi interna, segnata dalla sospensione del segretario siciliano Stefano Cirillo, e punta a una rapida ricomposizione per rafforzare la presenza dell’ex scudocrociato nell’Isola e rilanciarne il peso politico nazionale. Samorì si dice “molto soddisfatto” della vitalità trovata sul territorio e annuncia un percorso di gestione collegiale per superare tensioni e divisioni.
L’obiettivo dichiarato è duplice: armonia tra vertici nazionali e regionali, e rientro quanto prima nella giunta Schifani, dove la Dc non può permettersi ulteriori indugi.Il tour siciliano di Samorì arriva in un momento delicato per la Democrazia Cristiana. Dopo le dimissioni di Totò Cuffaro, travolto da un’inchiesta giudiziaria, il partito è guidato ad interim proprio da Samorì, figura di lungo corso nel mondo cattolico e professionale. La sospensione di Cirillo, decisa nei giorni scorsi con una lettera che ha scatenato proteste tra i maggiorenti siciliani, aveva creato un vero e proprio terremoto interno. I deputati regionali e gran parte della base isolana avevano definito il provvedimento “illegittimo” e “privo di efficacia”, invocando trasparenza e rispetto dello statuto.
Ora il segretario facente funzioni cambia registro. “Ho trovato un partito presente in ogni provincia, con dirigenti motivati e pronti a riprendere l’iniziativa politica dopo il momento di confusione”, ha dichiarato Samorì al termine degli incontri. La volontà condivisa, a suo dire, è quella di “realizzare rapidamente una ritrovata armonia tra vertici nazionali e regionali” per costruire “un grande partito” che abbia nella Sicilia il principale punto di forza, ma si radichi ovunque.Per raggiungere questo obiettivo, Samorì ipotizza un percorso di gestione collegiale che garantisca “ampia partecipazione” e superi le tensioni accumulate. Sul piano nazionale, anticipa l’”imminente prossima apertura della sede”, segnale di un rilancio organizzativo. Quanto a Cirillo, il segretario nazionale parla di un “approfondimento tecnico dei punti che hanno generato discussione”, con l’auspicio unanime di un “positivo chiarimento”.
Il cuore politico del messaggio di Samorì resta però il ritorno in giunta. “Auspico che rapidamente, e non appena formalizzato il nuovo corso di nuovi vertici del partito, si pervenga a una decisione sul rientro della Dc all’interno della giunta regionale”, ha affermato il segretario. Non è più tollerabile, secondo lui, “una situazione di stallo” che penalizzi il partito nonostante la correttezza dimostrata dai deputati regionali Dc in occasione dell’approvazione del bilancio e del voto di fiducia.La Dc siciliana, pur nel caos recente, conserva sette deputati all’Ars e un peso elettorale non trascurabile. Il rientro nell’esecutivo Schifani rappresenterebbe un segnale concreto di rilancio, dopo mesi di marginalità seguiti alla fuoriuscita dalla maggioranza. Samorì insiste sulla necessità di chiudere presto la fase di transizione: il partito deve presentarsi unito per negoziare con forza assessorati e spazi di governo.
La missione siciliana di Samorì segna un tentativo evidente di normalizzazione dopo lo strappo con Cirillo. Resta da vedere se la base regionale accoglierà davvero la linea della collegialità proposta dal nazionale o se le resistenze, ancora vive, porteranno a nuovi confronti. Il segretario facente funzioni scommette sull’unità ritrovata per trasformare la Sicilia nel motore di una Dc più forte e capillare in tutta Italia. Il tempo stringe: la politica regionale non attende.