Sanità calabrese, tre commissari “bruciati” in meno di un mese. Fdi: “Pochezza del governo Conte”

Sanità calabrese, tre commissari “bruciati” in meno di un mese. Fdi: “Pochezza del governo Conte”
Giuseppe Conte
18 novembre 2020

Tre Commissari ad acta, due insediati e uno designato, ‘bruciati’ in meno di un mese. E’ l’istantanea che fotografa la drammatica crisi dell’emergenza sanità in Calabria alle prese con undici anni di gestione commissariale e un ‘buco’ in bilancio di 160 milioni di euro, peraltro, non definitivo come evidenziato ancora oggi dal direttore generale della Programmazione sanitaria del ministero della Salute, Andrea Urbani, oggi ascoltato in Commissione Affari Sociali alla Camera.

E ora è arrivata anche la rinuncia di Eugenio Gaudio, ex Rettore dell’Università La Sapienza. Gaudio ha detto ‘no’ all’incarico di Commissario ad acta alla Sanità calabrese. L’ex rettore sarebbe dovuto subentrare al posto del dimissionario Giuseppe Zuccateli che ha lasciato l’incarico lampo il 16 novembre dopo la ‘gaffe’ sulle mascherine. “Motivi familiari”, quelli che hanno spinto il commissario designato dal governo alla rinuncia tra le polemiche che ne avevano accompagnato la scelta per una vicenda giudiziaria a Catania. Mia moglie – fa sapere Gaudio – non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro. Un lavoro del genere va affrontato con il massimo impegno e non ho intenzione di aprire una crisi familiare”.

L’incarico di commissario alla sanità in Calabria “sarebbe una sfida importante, ma la famiglia per me è un valore”. Intanto, è stato siglato “un accordo di collaborazione tra Emergency e Protezione civile per contribuire concretamente a rispondere all’emergenza sanitaria in Calabria”. L’annuncio è arrivato direttamente da Gino Strada, pronto a impegnarsi per la regione, inserita nella zona rossa per l’emergenza coronavirus. “Inizieremo a lavorare a un progetto da far partire al più presto”, ha aggiunto. “Ringrazio il governo per la stima che ha dimostrato per il lavoro di Emergency e le tante persone che ci hanno dato fiducia, offrendo da subito il loro sostegno”, ha concluso Strada.

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Il Dipartimento della Protezione Civile ha quindi attivato l’associazione di volontariato Emergency per supportare la gestione dell’emergenza covid-19 nella regione Calabria. Considerando l’evoluzione della situazione epidemiologica in atto, si è ritenuto che l’Associazione Emergency possa contribuire a rispondere ad urgenti esigenze di assistenza socio-sanitaria alla popolazione, come la gestione di strutture ospedaliere campali o il supporto all’interno dei Covid Hotel, nonché nei punti di triage delle strutture ospedaliere. Già a partire dalla giornata di domani l’associazione sarà attiva sul territorio.

“Strada? Il governo dovrà passare sul mio corpo”. Il presidente facente funzioni della Calabria, Nino Spirlì, ha risposto così all’ipotesi che il fondatore di Emergency possa essere nominato commissario per la sanità della regione. “Strada? La Calabria – ha insistito – non è l`Afghanistan, ci trattano da quarto mondo, non abbiamo bisogno di missionari”. “Per la Calabria non serve nessun commissario”, ha insistito. E quanto alle dimissioni dell’ex rettore della Sapienza, Spirlì ha risposto: “Gaudio? Problemi suoi, Catanzaro è una città bella, ci vivono persone eleganti, civili, e oneste”.

“Continua senza sosta la telenovela dei commissari alla sanità in Calabria – ha detto la vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, Licia Ronzulli -. Il governo non ne azzecca una e dopo aver ignorato per mesi e mesi cosa accadeva alla sanità regionale ha collezionato una gaffe dietro l`altra. Da Cotticelli commissario per caso a Zuccatelli negazionista delle mascherine, passando per il rettore Gaudio al tanto corteggiato dal governo Gino Strada, che adesso sembra però indisponibile, c`è solo una certezza: a pagarne le spese, oltretutto nel corso di un`emergenza senza precedenti, sono i cittadini calabresi. E con questo governo tutti gli italiani”. ha concluso Ronzulli.

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“Con le dimissioni di Gaudio, terzo commissario per la sanità in due anni e secondo in due giorni, il Governo ha rotto tutti gli specchi e consumato ogni nascondiglio – ha detto Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi -. Si tratta di uno scenario tragicomico che la Calabria non merita. Viene banalmente da domandarsi: ma perché non chiedono ai designati, prima di ufficializzarli, evitando così queste figure indegne? La Calabria è diventata la cartina di tornasole della pochezza del governo Conte”.

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