Al Bano e Carlo Conti
Parole di fuoco a pochi giorni dal Festival. Al Bano Carrisi attacca frontalmente Carlo Conti per l’esclusione da Sanremo 2025, accusando il conduttore di aver mancato a un presunto accordo. “Io la gente che non mantiene i patti la detesto”, ha dichiarato senza mezzi termini a “Un giorno da pecora”. L’atmosfera alla vigilia della kermesse, in programma dal 24 al 28 febbraio, si fa incandescente.
Il conto alla rovescia è iniziato. Carlo Conti si prepara al secondo anno consecutivo alla guida del Festival di Sanremo, forte dell’esperienza maturata in passato ma consapevole delle aspettative che pesano sulle sue spalle. La scorsa edizione non ha convinto tutti: molti hanno giudicato la sua conduzione “frettolosa” rispetto alle annate record di Amadeus. Ora, a complicare ulteriormente le cose, arriva la bordata di Al Bano Carrisi, che non ha gradito l’ennesima esclusione dal palco dell’Ariston.
Il cantante di Cellino San Marco non ha usato giri di parole. Intervistato dalla trasmissione radiofonica della Rai, ha sferrato un attacco durissimo contro Conti, reo di avergli negato la partecipazione alla gara canora. “Uno che è un re della musica leggera italiana non può andare da un ‘conte’, semmai è il contrario”, ha tuonato, giocando sul cognome del presentatore toscano. Un’affermazione che lascia poco spazio alle interpretazioni e che rivela tutta la frustrazione accumulata.
Secondo la versione del cantante pugliese, ci sarebbe stato un accordo preventivo poi disatteso. “Hai preso un accordo con me e lo devi mantenere”, ha insistito Al Bano, aggiungendo una frase che suona come un ultimatum: “Con la mia pelle non ci giochi”. Il riferimento è esplicito: Carrisi ritiene di essere stato illuso sulla possibilità di partecipare, per poi ricevere un rifiuto che considera inaccettabile dato il suo curriculum artistico.
Ma le critiche non si fermano qui. Al Bano ha voluto tracciare un confronto impietoso con il passato, evocando la figura di Pippo Baudo come modello di correttezza professionale. “Ero abituato a un signore come Pippo Baudo. Amadeus e Conti mi hanno dimostrato che il mondo è cambiato”, ha affermato con evidente amarezza. Il bersaglio si allarga così anche all’ex conduttore, colpevole di averlo escluso in precedenza.
Il concetto viene ribadito con ancora maggiore veemenza: “Quando ti invitano a presentare un brano possono dirti sì o no, ma non devono farti passare per coglione”. Una dichiarazione che difficilmente passerà inosservata e che potrebbe generare polemiche nei prossimi giorni, proprio mentre il Festival si avvicina.
Al Bano rivendica con orgoglio il proprio status di veterano della canzone italiana. “Io non devo passare esami con loro: semmai loro con me, per l’età e l’esperienza che ho”, ha sottolineato, ribaltando la prospettiva. Una posizione che certamente farà discutere, ma che riflette il pensiero di chi ha calcato il palco dell’Ariston in numerose occasioni, portando a casa successi e soddisfazioni.
Il cantante manca dalla competizione sanremese dal 2017, quando presentò “Di rose e di spine”, brano che non riuscì a superare le fasi iniziali della gara. Da allora, il Festival ha cambiato pelle. Sia Amadeus sia Conti hanno puntato su un ringiovanimento della manifestazione, aprendo le porte a nuovi talenti e a sonorità più contemporanee. Una strategia che evidentemente lascia poco spazio ai nomi storici della musica italiana.
La piega presa dal Festival negli ultimi anni rende difficile immaginare un ritorno di Al Bano tra i big in gara. Le sue dichiarazioni potrebbero inoltre compromettere definitivamente i rapporti con la direzione artistica, rendendo ancora più remota una partecipazione futura. Resta da vedere se Carlo Conti deciderà di replicare pubblicamente alle accuse o se preferirà mantenere un profilo basso, concentrandosi sulla riuscita della manifestazione.
L’amarezza di Carrisi è palpabile, così come la convinzione di essere vittima di un’ingiustizia. Il mondo della musica, però, è cambiato. E forse, come ha ammesso involontariamente lo stesso Al Bano, non sempre il cambiamento va nella direzione sperata dai protagonisti del passato. La questione resta aperta: Carlo Conti risponderà o lascerà che la polemica si spenga da sola?