Angelica Bove e Nicolò Filippucci
La vittoria di Nicolò Filippucci tra le Nuove Proposte della settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo non è il frutto del caso, né l’esito di una voga passeggera. È, al contrario, il punto di approdo di una traiettoria tracciata con rigore metodico. Nato a Castiglione del Lago nel 2006, il giovane artista ha saputo trasformare un’inclinazione infantile in una professione solida. Il debutto nel coro delle voci bianche del Conservatorio di Perugia a soli nove anni rappresenta il primo tassello di un mosaico che oggi appare completo. Filippucci incarna una figura di interprete che sembrava smarrita: quella capace di unire lo studio accademico alla sensibilità contemporanea.
Il passaggio attraverso la scuola di “Amici” nel 2024 ha agito da catalizzatore, permettendo al giovane di affinare una scrittura che la critica definisce emotiva ma che, a un’analisi più fredda, si rivela tecnicamente ineccepibile. Prima di approdare sulla riviera ligure, il percorso si è nutrito di esperienze internazionali, come il secondo posto conquistato a Nuova York nel 2023. Questa esposizione globale ha conferito al ragazzo una sicurezza scenica che è emersa chiaramente durante l’esecuzione di “Laguna”. Il brano, una ballata di notevole impatto sonoro, ha convinto i giurati per la capacità di governare i volumi vocali senza cedere a facili esibizionismi.
Il successo odierno è stato preceduto da una stagione estiva densa di esibizioni nelle piazze nazionali, fondamentale per temprare il carattere di chi deve affrontare la pressione del teatro sanremese. Mentre ad Angelica Bove sono andati i riconoscimenti della critica e della sala stampa, a Filippucci resta il premio più pesante in termini di prospettiva discografica. Il futuro prossimo è già delineato con precisione: un nuovo progetto in uscita nella stagione dei fiori e il primo concerto milanese fissato per il 13 aprile ai Magazzini Generali. È il segno di una gestione che non cerca il clamore istantaneo, ma la costruzione di una carriera duratura.