Sanremo, Baglioni vara la gara del grande abbraccio

Sanremo, Baglioni vara la gara del grande abbraccio
Claudio Baglioni
22 dicembre 2018

È il festival del grande abbraccio. Con una varietà di generazioni e generi e un’apertura al nuovo che forse non si era mai vista prima a Sanremo. Con l’annuncio degli altri 11 artisti in gara, durante la seconda serata di ‘Sanremo Giovani’ (che ha promosso al festival di febbraio Mahmood), Sanremo 2019 è al completo con i suoi 24 concorrenti alla vittoria. Pippo Baudo e Fabio Rovazzi, alla loro seconda prova di conduzione in coppia sul palco del Teatro del Casinò, hanno annunciato in gara Nino D’Angelo in coppia con il giovane rapper Livio Cori (già attore in ‘Gomorra la serie’ ma anche tra i ‘sospettati’ di essere Liberato, il rapper napoletano senza volto) con il brano ‘Un’altra luce’, Ex Otago con ‘Solo una canzone’, Patty Pravo e Briga con ‘Un po’ come la vita’, Boomdabash con ‘Per un milione’, Francesco Renga con ‘Aspetto che torni’, Arisa con ‘Mi sento bene’, Achille Lauro con ‘Rolls Royce’, Daniele Silvestri con ‘Argento vivo’, i Negrita con ‘I ragazzi stanno bene’, Enrico Nigiotti con ‘Nonno Hollywood’ e Federica Carta e Shade con ‘Senza farlo apposta’.

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Ieri, giovedì, erano stati annunciati Loredana Bertè con ‘Cosa ti aspetti da me’, Il Volo con ‘Musica che resta’, Ghemon con ‘Rose viola’ , Paola Turci con ‘L’ultimo ostacolo’, Simone Cristicchi con ‘Abbi cura di me’, Nek con ‘Mi farò trovare pronto’, Motta con ‘Dov’è l’Italia’ , Irama con ‘La ragazza col cuore di latta’, Ultimo con ‘I tuoi particolari’, Anna Tatangelo con ‘Le nostre anime di notte’ e Zen Circus con ‘L’amore è una dittatura’ ed era stato promosso dalla gara dei giovani al festival di febbraio Einar. E se nella prima serata di ‘Sanremo Giovani’ il Premio della Critica era andato a Federica Abbate, nella seconda manche se lo è aggiudicato lo stesso Mahmood con il brano ‘Gioventù bruciata’. In attesa di ascoltare i brani, il cast di Sanremo 2019 promette davvero musica per tutti i gusti, anche per quei pubblici finora molto distanti dal festival e dalla tv generalista. La presenza di artisti come Motta, Zen Circus, Gheimon, Livio Cori e Achille Lauro potrebbero avvicinare all’Ariston pubblici di nicchia e millennials mancati finora all’appello festivaliero. Se questo succederà davvero, il direttore artistico Claudio Baglioni non solo avrà vinto una bella scommessa nel suo bis da condottiero ma avrà fatto molto bene al futuro del festival.

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