Sbarcati 100 migranti della Cigala Fulgo. E giallo sulle vittime

Sbarcati 100 migranti della Cigala Fulgo. E giallo sulle vittime
2 giugno 2019

Il primo pullman con 50 migranti ha lasciato calata Bettolo nel porto di Genova, intorno alle 18. Parte delle 100 persone soccorse dal pattugliatore della Marina militare Cigala Fulgosi sono dirette nel Lazio in una struttura di accoglienza della Cei. La nave ha invece lasciato il molo di Genova intorno alle 19. Il pattugliatore ha ospitato nell’hangar donne e bambini e in locali al coperto sul ponte. Lo spostamento degli uomini in altri locali e’ stato necessario perche’ durante il tragitto ha piovuto.

C’è chi sostiene che sono forse morti in mare altri che si trovavano sul barcone naufragato mercoledi’ mattina al largo della Libia e soccorso dalla nave della marina militare italiana. “Qualcuno ha raccontato che sono stati due giorni in mare e di aver perso dei compagni di viaggio”, ha spiegato Paolo Cremonesi, direttore del pronto soccorso Galliera che ha coordinato la fase sanitaria della prima accoglienza a terra. “Possiamo immaginare la sofferenza” ha detto il medico. La nave e’ arrivata poco dopo le 10 a calata Bettolo, nel porto di Genova. In merito alle vittime, finora non c’è alcuna certezza. Lo stesso Michele Fabiano, il Capitano di fregata e comandante della nave della Marina Militare Cigala Fulgosi, ha sottolineato che “noi non abbiamo evidenza di persone decedute, anzi ci dispiace se ci sia stato un decesso durante la traversata, ma quando siamo arrivati noi c’erano solo loro a bordo e li abbiamo salvati tutti. Neanche nei due giorni a bordo abbiamo avuto indicazioni dai naufraghi che ci fosse stato un decesso durante i giorni precedenti il nostro arrivo”.

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I 100 profughi salvati al largo delle coste libiche – 23 bambini, 17 donne e 60 uomini adulti – sono arrivati a vedere la skyline di Genova stamani poco prima delle 9. Erano in porto, alla calata Bettolo, dopo una manciata di minuti. Ad attenderli una tendopoli della Croce Rossa ma anche polizia, medici e psicologi, la protezione civile, circa 140 persone in tutto. Per loro che avevano gia’ patito due giorni in mare, una lunga attesa col sole a picco sul capo. Uno vicino all’altro come sono stati per due giorni sul gommone. I primi a salire sul pattugliatore sono stati i medici per accertare la presenza di malattie infettive: qualche caso di scabbia, nulla piu’. Perche’ molto ha fatto l’ufficiale medico della Fulgosi, che in navigazione ha curato le ustioni da sole di una bimba e di una donna e che ha assistito le donne in gravidanza.

Il comandante ha ripercorso il momento del salvataggio: “Noi – ha detto – li abbiamo raggiunti in una condizione di mare forza 3, loro erano già fermi alla deriva e quindi ci siamo preoccupati di impostare un intervento molto rapido anche perché le condizioni meteo stavano peggiorando. Anche noi eravamo al limite con i nostri mezzi ma piano piano ce l’abbiamo fatta e siamo riusciti a portare a bordo i cento naufraghi”. “Una volta a bordo – ha continuato Fabiano – abbiamo verificato che sul gommone non ci fossero più altre persone e, una volta accertato questo, la parte a mare del soccorso è terminata e ci siamo preoccupati di verificare le loro condizioni di salute a bordo, prima di iniziare il trasferimento secondo le indicazioni ricevute verso il place of safety di Genova”.

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“Risultano almeno 6 o 7 casi di scabbia. Poi c’e’ una bimba con una ustione di primo grado per elevata esposizione al sole”, ha detto Sergio Bambino, delegato della protezione civile del Comune di Genova, “non sembrano esserci patologie importanti”. “Ci sono sei nazionalita’ diverse: Libia, Camerun, Somalia, Costa d’Avorio, Nigeria e Mali”, ha aggiunto sottolineando la presenza di mediatori culturali. Lo sbarco si e’ concluso poco prima delle 14. Secondo fonti del Viminale, nel capoluogo ligure restano 11 minori non accompagnati piu’ una donna ustionata, ricoverata in ospedale, e il suo bambino. “Nessuno degli immigrati”, ha assicurato il ministro dell’Interno, “sara’ a carico dei contribuenti italiani”. Quelli che non vanno all’estero “li mantengono i vescovi e il Vaticano e li ringrazio”, ha spiegato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, “perche’ un conto e’ andare di notte in un palazzo occupato a riattaccare la luce tanto poi qualcuno paga, un altro e’ passare dalle parole ai fatti”. Intanto, si e’ appreso che al largo della costa libica di Gasr Garabulli e’ naufragato un barcone con a bordo 95 migranti: 73 di loro sono stati tratti in salvo e portati a riva; almeno due sono morti.

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