Sbarchi senza sosta a Lampedusa, l’isola è al collasso

30 luglio 2020

Continuano senza sosta gli arrivi di migranti a Lampedusa. Scendono ordinatamente dalle imbarcazioni della Guardia Costiera, tutti con mascherina, vengono sottoposti ai primi controlli come la misurazione della temperatura, ma la situazione nell’isola è ormai ingestibile. Questa mattina, altri 4 sbarchi si sono verificati sulle coste di Lampedusa, fra cui due approdi direttamente al molo Favarolo e al molo commerciale, per un totale di 47 persone. La Guardia di finanza ha prima fermato 7 e poi 9 tunisini sulla terraferma. Al largo, una motovedetta delle Fiamme gialle ha intercettato invece due barchini: uno con 10 tunisini e l’altro con 21 migranti, fra cui 4 minori e 5 donne, una delle quali ucraina. Tutti sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola per essere identificati.

L’hotspot ospita già un numero molto superiore di migranti della sua capienza massima. Solo ieri nell’isola sono sbarcate 410 persone, circa 600 i tamponi eseguiti sugli arrivati negli ultimi giorni. Il problema però è la mancanza di strutture dove fargli fare i 14 giorni di quarantena. Il sindaco dell’isola Totò Martello si è detto preoccupato: “Gli arrivi sono più delle persone che riusciamo a trasferire – ha dichiarato – è un flusso costante ormai da 10 giorni”. Già ieri nell’hotspot c’erano oltre 800 persone. Intanto, una nave militare è partita per Pozzallo con 160 migranti provenienti da Lampedusa. I migranti verranno sottoposti ai test rapidi per rilevare la presenza eventuale del Covid 19. Completata la procedura, verranno portati con dei pullman a Palermo. I 42 tunisini sbarcati autonomanente ieri a Caucana, nel Ragusano, troveranno ospitalità in una struttura a Giarre. I 118 arrivati sulla nave della Guardia di finanza ‘Denaro” in tarda serata ieri sera sono invece stati trasferiti al centro Don Pistro in contrada Cifali, a Ragusa. Trasferimenti vengono effettuati anche dalla tensostruttura di Porto Empedocle (Agrigento) verso centri d’accoglienza in tutta Italia.

Ieri sono stati 410 i migranti trasferiti dall’hotspot di Lampedusa grazie anche alla Guardia di Finanza e della Guardia Costiera. I trasferimenti di 250 migranti avverrà dopo i tamponi effettuati per verificare se tra loro ci sono persone positive al Covid 19. In serata, emerge che tra i migranti giunti a Porto Empedocle mercoledì ci sarebbero 28 migranti positivi al Covid. “Non abbiamo ancora la conferma ufficiale – dice il sindaco Ida Carmina – ma la situazione è grave”. Altri 50 migranti sono partiti a bordo di una motovedetta della Capitaneria di porto questa mattina. La nave Sansovino che avrebbe dovuto trasferire 200 migranti invece, non è arrivata. Secondo la compagnia di navigazione, a causa di una avaria ma secondo i passeggeri che sarebbero dovuti partire ieri sera da Porto Empedocle è stata colpa dell’eccessivo ritardo che ha accumulato.

Le operazioni di sanificazione dopo ogni viaggio infatti, durano diverse ore. La nave Sansovino ieri mattina dopo essere uscita dal porto è rientrata per consentire l’imbarco a circa 200 migranti ritardando così di diverse ore la partenza alla volta di Porto Empedocle. Per stasera è prevista regolarmente la partenza verso le Pelagie. Anche la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha parlato di situazione difficile e inaccettabile con i continui arrivi, auspicando soluzioni condivise a livello europeo con corridoi umanitari europei per la gestione dei flussi dalla Libia e dalla Tunisia. “Siamo al corrente” dell’intensificarsi degli sbarchi di migranti in Sicilia, e “seguiamo da vicino” anche quanto accade nei centri di accoglienza, afferma un portavoce della Commissione.. “A Lampedusa in particolare le difficoltà sono significative. In prima battuta è chiaramente compito dello Stato membro occuparsi di tali difficoltà – ricorda – ma la Commissione europea, che ha già dato sostegno all’Italia, resta disponibile se ci saranno ulteriori richieste”.

La Commissione europea prosegue “nel coordinamento dei ricollocamenti dei migranti salvati in mare. Attualmente stiamo coordinando una serie di operazioni. I contatti con gli Stati membri sono in corso”, ma, spiega ancora il portavoce, “non c’è un numero sostanziale di Paesi che partecipano. Vista l’urgenza di continuare a trovare soluzioni nel periodo estivo, incoraggiamo fortemente tutti gli Stati a partecipare”.

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