Politica

Scontri per riforma pensioni, 839 fermati. Crolla popolarità di Putin

Una domenica di scontri in Russia per le proteste contro l’innalzamento dell’eta’ pensionabile: il bilancio, stando all’ong per la difesa dei diritti umani Ovd-Info, e’ di almeno 839 manifestanti fermati dalla polizia. In particolare, 391 persone sono state fermate a San Pietroburgo, 36 a Mosca, 124 a Ekaterinburg, negli Urali, 60 a Krasnodar, 48 a Perm, 36 a Mosca, 32 a Omsk e 22 a Kazan.

Le proteste erano state organizzate dall’oppositore Alexiei Navalny, poco prima di venire condannato a 30 giorni di fermo amministrativo per un corteo non autorizzato di gennaio: si dovevano tenere in una cinquantina di citta’, ma solo in quattro erano state autorizzate. A scendere in piazza contro la decisione del governo di portare l’eta’ pensionabile da 60 a 65 per gli uomini entro il 2028 e da 55 a 60 per le donne entro il 2034 sono stati migliaia di russi e lo hanno fatto nel giorno in cui nel Paese si votava per eleggere 22 governatori, quattro sindaci e 16 assemblee legislative locali e per rimpiazzare sette seggi della Duma rimasti vacanti.

In almeno 2mila si sono radunati nella piazza Pushkin a Mosca, dove si votava per l’elezione del sindaco. Tra i fermati c’e’ stato Ruslan Shaveddinov, ex coordinatore della campagna elettorale di Navalny. Quello della riforma pensionistica rischia di essere una vera grana per il presidente Vladimir Putin, che dopo l’annuncio ha visto in pochi giorni il suo tasso di popolarita’ crollare dal 79% al 65%.

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