Scricchiola l’ultima roccaforte rossa. E il centrosinistra trema

Scricchiola l’ultima roccaforte rossa. E il centrosinistra trema
Nicola Zingaretti
2 settembre 2020

Scricchiola l’ultima roccaforte rossa. E il centrosinistra trema. La scossa arriva da un sondaggio del ‘Sole 24 Ore’ che vede testa a testa Eugenio Giani e Susanna Ceccardi in Toscana, in vista delle elezioni Regionali del 20-21 settembre. Il candidato del centrosinistra è dato al 43 per cento, mentre la “zarina”, come è chiamata affettuosamente dai suoi collaboratori, sostenuta da un centrodestra compatto, tocca il 42,5 per cento dei consensi. Al terzo posto la candidata del Movimento 5 Stelle, Irene Galletti, all’8,3 per cento. Non c’è storia, per il sondaggio, per gli altri quattro candidati che aspirano alla successione di Enrico Rossi. Insomma, dopo decenni di dominio incontrastato del centrosinistra in Toscana, si profila una competizione aperta come lo fu a gennaio di quest’anno in un’altra roccaforte rossa, Emilia-Romagna. Se il centrodestra dovesse fare il colpaccio sarebbe una mazzata tremenda per il Pd. Con possibili ripercussioni anche sulla tenuta stessa del governo. Ma si sa, la paura di andare a casa anzitempo è un collante impressionante.

Tornando al sondaggio, interessante dare un’occhiata anche alle preferenze ai partiti. Sempre in Toscana, al primo posto la Lega, 24,1 per cento; poi Pd, 22,6 per cento; terzo Fratelli d’Italia, data all’11,8 per cento. Segue M5s con l’8,3 per cento; Forza Italia 5,4 per cento e Italia Viva 5,7 per cento. In Toscana è mancato l’accordo tra Pd e M5s anche per la determinazione della candidata pentastellata, Irene Galletti, già consigliera regionale, considerata una spina nel fianco dell’esponente Dem, Giani. Infatti, tra gli elettori 5stelle tentati dal voto disgiunto, la preferita è proprio la candidata leghista, la Ceccardi. Giani, sconta la sua impronta ‘socialista-craxiana’ e la sua vicinanza a Matteo Renzi. Oltre che in Toscana, si vota in altre cinque regioni. Per il centrosinistra, anche qui, la strada è più che in salita. In Liguria l’uscente Giovanni Toti è insidiato da Ferruccio Sansa, frutto dell’intesa Pd-M5S.

In Veneto a sfidare Luca Zaia sono Arturo Lorenzoni (sostenuto da una coalizione di centrosinistra) e Enrico Cappelletti (M5s) ma per i sondaggisti, la riconferma del leghista è quasi scontata. Nelle Marche la contesa è tra Maurizio Mangialardi (sostenuto da Pd e Iv e ex CinqueStelle) e il meloniano Francesco Acquaroli con il pentastellato Gianluca Mercorelli come outsider. Anche, nelle Marche, un sondaggio del Corriere dà Acquaroli al 49 per cento, Mangialardi al 35,8 per cento e il candidato M5s al 10,1 per cento. In Puglia l’uscente Michele Emiliano (centrosinistra) se la vedrà con Raffaele Fitto (centrodestra) che viaggia a gonfie vele mentre con c’è partita per Antonella Laricchia (M5S) e Ivan Scalfarotto (Iv) che, per l’ex pm, rischiano di essere decisivi. In Campania, infine, a sfidare Vincenzo De Luca sono l’azzurro Stefano Caldoro e la 5stelle Valeria Ciarambino.

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