Politica

Seggi da assegnare, ma i candidati sono finiti. Valanga Cinquestelle

Ci sono ancora seggi da assegnare, ma i candidati sono finiti. La valanga dei voti Cinquestelle in Sicilia, ha sfidato anche il Rosatellum, facendo emergere un’ennesima falla di una legge elettorale nata male e finita peggio. Un vero e proprio cappotto, quello dei pentastellati, essendosi aggiudicati tutti i 28 seggi dell’uninominale e, complessivamente, ben 53 dei 77 scranni delle due Camere. Un elettore su due ha votato M5s. Uno tsunami che ha spazzato via la prima e la seconda Repubblica. E così sul tavolo dei giuristi arriva il rebus scorrimento in salsa siciliana. In pratica, il M5s oltre ai 28 eletti all’uninominale, piazza 25 parlamentari, tra Camera e Senato, nella quota proporzionale. Ma è tanto larga la vittoria da creare un problema nei subentri, visto che alcuni dei candidati Cinquestelle, eletti nella quota proporzionale, hanno ottenuto il seggio anche all’uninominale. E poiché, per legge, la lista non poteva superare quattro nomi, non può scattare lo scorrimento, e di conseguenza il seggio non può essere assegnato per mancanza di candidati in lista. Esempio concreto. Nel collegio proporzionale di Messina ed Enna, dove i pentastellati Alessio Villarosa e Francesco D’Uva hanno vinto le rispettive sfide dell’uninominale, opteranno ovviamente per quel seggio. Alle loro spalle, però, c’è un solo nome, quello di Antonella Papiro: data per certa l’elezione di quest’ultima, il secondo parlamentare che spetta al M5S scatterebbe in un altro collegio. Com’è noto, per quanto riguarda la Camera, la legge prevede che i seggi siano riattribuiti su base nazionale in altri collegi. Diversa è la situazione al Senato dove, invece, i seggi sono attribuiti su base regionale. Da qui il rebus, dato che sono stati eletti tutti i candidati del M5s. Insomma, sono tanti i seggi conquistati che non bastano i candidati.

In totale, la Sicilia porta in parlamento 52 deputati e 25 senatori. Fatto il pieno all’uninominale con 28 seggi, il Movimento cinque stelle conferma il suo clamoroso boom anche nel proporzionale, come detto. In cifre: 53 parlamentari pentastellati  (36 deputati e 17 senatori) su 77 messi in palio nell’Isola. Soddisfacente il risultato della Lega che con un 5,3% circa conquista tre seggi. Sono quindici, in tutto, gli esponenti del centrodestra, sei del Pd, tre di Leu. Tra i big eletti, i senatori Pietro Grasso (LeU), Renato Schifani (Fi), Giulia Bongiorno (Lega), Guglielmo Epifani (LeU). Alla Camera, Stefania Prestigiacomo (Fi), Francesco Scoma (Fi) e Alessandro Pagano (Lega). Non ce la fa il pupillo di Leoluca Orlando, Fabio Giambrone. E’ stata eletta, invece, Maria Elena Boschi che farà’ spazio con tutta probabilita’ al segretario provinciale Dem, Carmelo Miceli. Confermata la figlia dell’ex ministro, Toto’ Cardinale, Daniela, che aveva suscitato più di qualche protesta all’interno dei dem isolani. La Boschi è stata eletta anche nella Sicilia orientale, ma le subentreranno l’ex rettore di Messina, Piero Navarra e il segretario regionale del Pd, Fausto Raciti. Una curiosità. A Lampedusa, il sud del sud dell’Italia e terra di sbarchi di migranti, fanno breccia le ragioni della Lega. Nell’isola delle Pelagie, il partito di Matteo Salvini ottiene un risultato pari a quasi tre volte il dato regionale: il 14,64%. Del resto qui la Lega ha una tradizione grazie all’attivismo dell’ex senatrice Angela Maraventano, gia’ vicesindaco di Lampedusa e Linosa.

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