Sempre più “Made in Italy” le missioni verso Luna e Marte

15 ottobre 2020

Questo è “Delian”, il modello di studio di uno dei 2 bracci robotici di Leonardo che, su Marte, recupereranno le provette di campioni di suolo preparate dal rover Perseverance della Nasa per trasferirle su una navicella che, per la prima volta nella storia, li riporterà sulla Terra… ed è italiano. Sono solo i primi di diversi componenti Made in Italy dell’ambiziosa missione “Mars sample return” (Msr) – frutto di una cooperazione internazionale guidata dalla Nasa – e costituita da 3 diverse fasi in circa 10 anni: la missione Mars 2020, già partita, con il rover Perseverance che raccoglierà i campioni di terrano marziano depositandoli in provette e altre due con i moduli di Nasa ed Esa che prima recupereranno le provette e le trasferiranno in orbita marziana e poi le porteranno sulla Terra per analizzare i campioni.

Thales Alenia Space, joint venture tra Thales e Leonardo, infatti, ha firmato con Airbus Defence and Space, prime contractor del programma, l autorizzazione a procedere per contribuire allo sviluppo dell’Earth Return Orbiter (Ero), elemento chiave della missione. Un contratto da 130 milioni di euro, di cui 11 per sviluppo e progettazione. In particolare, oltre ai bracci robotici sviluppati da Leonardo, l’azienda italiana si occuperà del Sistema di comunicazione; della progettazione del modulo d’inserzione orbitale (Oim) e dell’assemblaggio, integrazione e test, a Torino e a Tolosa, del modello di volo dell’Earth Return Orbiter e dei suoi elementi.

La sonda, infatti, è composta dal modulo d’inserzione in orbita marziana e dal modulo di ritorno che contiene il prezioso payload della Nasa, dedicato alla cattura dei campioni marziani una volta in orbita attorno a Marte, al loro isolamento e alla consegna a Terra, nel 2031. Ma l’affermazione del Made in Italy nelle missioni spaziali non si ferma qui. Sempre Thales Alenia Space, infatti, svilupperà anche i 2 moduli principali della nuova Stazione in orbita cislunare “Lunar Gateway” (LOP-G). Si tratta dell’I-HAB (International Habitat), il modulo dove verranno ospitati gli astronauti ed Esprit, il modulo per le comunicazioni e il rifornimento. La Lunar Gateway, operativa dal 2024, sarà il primo passo verso il ritorno dell’uomo sulla superifice lunare per la realizzazione di una base permanente.

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