Serena Rossi in “Mina Settembre 2”: una donna che scalda il cuore

Serena Rossi in “Mina Settembre 2”: una donna che scalda il cuore
21 settembre 2022

Dopo il successo della prima serie, dal 2 ottobre su Rai1 Serena Rossi torna nei panni dell’assistente sociale Mina, nella seconda serie di “Mina Settembre”, diretta da Tiziana Aristarco, e sempre liberamente tratta dai racconti di Maurizio de Giovanni. Una donna forte e decisa ma con le sue fragilità, sempre attenta ad ascoltare gli altri e ad aiutarli, in uno dei quartieri più difficili di Napoli. “Secondo me la gente aveva proprio bisogno di vedere una protagonista donna così, pronta ad accogliere chi è diverso o ultimo, lei non ha giudizio, per lei gli ultimi sono i primi e penso che questa cosa commuova dento le persone, soprattutto in questi tempi difficili penso che un personaggio come Mina abbia scaldato molto i cuori”.

Nella prima stagione Mina ha scoperto che la sua migliore amica Irene è stata l’amante del padre e il figlio è il suo fratellastro. Oltre alle inquietudini familiari, c’è l’amore: divisa tra Claudio, l’ex marito, Giorgio Pasotti, e Domenico, ginecologo, Giuseppe Zeno, sembra ora decidere di riavvicinarsi al primo, salvo poi rincontrare il secondo per un progetto comune: delle lezioni di educazione sessuale in una scuola media. “Impareranno tanto anche loro dai più piccoli e si troveranno ad affrontare storie forti, penso alla disforia di genere, al bullismo sui social, insomma ci sono tanti temi molto attuali che parlano ai più piccoli”.

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Torna il cast della prima serie ma ci sono due nuovi personaggi: Marisa Laurito nel ruolo di Rosa, la zia di Mina, e Antonia Liskova, in quelli di una psicotetrapeuta. E c’è sempre Napoli, che ha un ruolo fondamentale. Giuseppe Zeno: “Sono dei personaggi strutturati e collocati in una cornice scenografica straordinaria che ti permette di evidenziare tutti i sentimenti, Napoli è questo”. Giorgio Pasotti: “Una Napoli che finalmente non è la solita legata a violenza e criminalità ma una Napoli più sana, che lavora, di sani principi e forse c’era necessità di vedere anche quest’altra faccia”.

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