Si arriverà all’embargo europeo al petrolio russo e anche a settimo pacchetto di sanzioni

Si arriverà all’embargo europeo al petrolio russo e anche a settimo pacchetto di sanzioni
Josep Borrell
16 maggio 2022

Non c’è ancora nessuna decisione dei Ventisette sul sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, per via del controverso embargo sulle importazioni di petrolio, che vede l’opposizione dell’Ungheria; ma le cose si stanno muovendo, si arriverà all’embargo sul petrolio e ci sarà probabilmente anche un settimo pacchetto, che potrebbe colpire le altre esportazioni russe. E’ quanto ha affermato, in sintesi, il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba, a Bruxelles, all’uscita dal Consiglio esteri dell’Ue, a cui è stato invitato a partecipare. Kuleba ha espresso la sua avversione, alla possibilità che alla fine il sesto pacchetto sia approvato senza le sanzioni contro il petrolio russo. “Non credo che il sesto pacchetto di sanzioni potrà essere approvato senza l’embargo al petrolio. L’Ucraina sarebbe contraria, e credo che l’embargo sarà introdotto. Le sole domande sono quando” sarà deciso, “e quale sarà il prezzo che l’Unione europea dovrà pagare per realizzarlo. Ma la dinamica complessiva in termini di sanzioni contro la Russia è irreversibile. C’è una vasta, generale consapevolezza nell’Ue che le sanzioni debbano essere incrementate fino a che l’Ucraina vincerà questa guerra”, ha concluso.

Dunque, il Consiglio Esteri dell’Ue non ha conseguito oggi l’accordo tra i Ventisette, che comunque non era atteso, per varare il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia. Continua la persistente opposizione dell’Ungheria all’attuazione progressiva, entro la fine dell’anno, di un embargo sulle importazioni di petrolio. Ma la riunione è servita a chiarire i problemi tecnici ed economici che hanno gli ungheresi, le loro richieste in termini di tempi più lunghi per aderire all’embargo e le loro spiegazioni sui costi ingenti per la riconversione energetica del Paese. “Oggi – ha detto l’Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza dell’Ue, Josep Borrell – abbiamo chiarito i tempi e i costi dell’adattamento per l’Ungheria: ci sarà bisogno di una riconversione infrastrutturale per le raffinerie e del prolungamento di un oleodotto che porterà il petrolio dal Mediterraneo attraverso la Croazia”, sostituendo le forniture dalla Russia. Per queste infrastrutture, ha precisato, “ci sarà un costo unico; ma poi ci saranno da pagare anche i costi permanenti della sostituzione del petrolio russo con petrolio di altra provenienza, più caro”.

Leggi anche:
Letta confida nei ballottaggi per Pd perno del nuovo Ulivo

“Alla fine – ha riferito l’Alto Rappresentante -, abbiamo deciso di rinviare tutto al Coreper”, il comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l’Ue, che negozia e prepara i dossier del Consiglio a livello tecnico. Borrell ha poi puntualizzato che l’Ungheria oggi “ha espresso la sua posizione sulle sanzioni in termini economici, non politici, menzionando costi piuttosto alti (si parla di 15-18 miliardi di euro, ndr); ma la discussione è stata appunto in termini di costi e di tempi di adattamento”. Non si è parlato, insomma, di quella “catastrofe” economica prospettata dal premier ungherese Viktor Orban, che paventa anni di alta inflazione e stagnazione causati dalle sanzioni. “Le sanzioni comunque costano, hanno un impatto e conseguenze sull’economia. La discussione continuerà, ma è chiaro che dobbiamo sbarazzarci della dipendenza dalla russa per gas, petrolio e carbone. Deve essere fatto progressivamente, ma va fatto” ha affermato ancora l’Alto Rappresentante.

Borrell, infine, ha sottolineato che l’Ue si trova oggi a dover “passare tre test, tutti molto importanti: su guerra, resilienza e legittimità. La guerra era assente dalle nostre prospettive, ora ne stiamo fronteggiando una in piena regola, e stiamo mobilizzando risorse per farlo; dobbiamo passare il test della resilienza, liberandoci dalla dipendenza energetica dalla Russia per il 40% del gas e per il 25% del petrolio”. Poi c’è il test della legittimità. “Dobbiamo chiederci se in nostro approccio è accettato a livello internazionale, se la comunità mondiale comprende il nostro messaggio. E questa – ha rilevato l’Alto Rappresentante – è una battaglia intellettuale che durerà nel tempo”. Borrell è convinto che “il mondo sarà completamente diverso dopo questa guerra: l’equilibrio delle forze, i nuovi rapporti geopolitici, le nuove alleanze, la geopolitica dell’energia cambieranno drammaticamente”. E per affrontare quest’ultimo punto mercoledì prossimo la Commissione presenterà la nuova versione del pacchetto “RepowerEU”, una strategia affrancarsi in pochi anni dalla dipendenza energetica dalla Russia.

Leggi anche:
Regionali in Lombardia, la Moratti pronta a candidarsi alla presidenza
Segui ilfogliettone.it su facebook
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it


Commenti