Sicurezza alimentare, vetro preferito da 8 italiani su 10

17 maggio 2014

Salute e sicurezza alimentare sono in testa alle preoccupazioni degli europei, piu’ dei problemi ambientali, del terrorismo internazionale o della sicurezza pubblica. Per gli italiani e’ soprattutto la sicurezza alimentare un elemento di ansia, l’80% se ne preoccupa, una percentuale ben al di sopra della media europea che e’ del 61% (Italia e Spagna guidano questa classifica). Proprio il vetro, per le sue qualita’ di sicurezza e di igienicita’, e’ ritenuto per l’87% degli europei (74% nel 2010) la migliore scelta di packaging per alimenti e bevande. I genitori, poi, per una questione di sicurezza alimentare e di salute preferiscono il cibo ”sotto vetro” per i propri figli. Questi dati emergono da una ricerca indipendente condotta in 11 paesi europei su oltre 8.100 consumatori, di cui circa 1.000 italiani.

”Per evitare contaminazioni indesiderate da parte del packaging, in particolare quando si prendono decisioni importanti come quelle legate alla spesa per la famiglia – ha sottolineato Giuseppe Pastorino, Presidente della sezione contenitori in vetro di Assovetro – i consumatori dovrebbero ‘guardare oltre l’etichetta’ e scegliere quindi non solo gli ingredienti di un prodotto ma anche il tipo di imballaggio. Dalla ricerca emerge, e questo ci conforta, che un numero crescente di cittadini europei intervistati, l’87% rispetto al 74% nel 2010, ritiene il vetro la migliore scelta di packaging per alimenti o bevande poiche’ gli vengono riconosciute spiccate proprieta’ di inerzia e di purezza”. I risultati mostrano infatti che il 66% dei consumatori europei si preoccupa, in maniera crescente, della possibilita’ che sostanze chimiche possano migrare dal contenitore al contenuto e alterare cosi’ la sicurezza di cibi e bevande. Gli italiani, con il 73%, insieme agli spagnoli e ai cittadini dell’Europa Orientale, si collocano al di sopra della media europea (66%) dichiarandosi molto preoccupati dalla possibile contaminazione e migrazione di sostanze chimiche. I meno preoccupati da questo punto di vista sono, invece, gli austriaci e gli svizzeri (51%).

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